Libri

“La vita lenta”

di Gabriele Ottaviani

Non so più se sono dentro di me o fuori di me. Sono davanti all’impossibile.

La vita lenta, Abdellah Taïa, Funambolo edizioni. Traduzione di Stefano Valenti. Rue de Turenne, Parigi, nel cuore del Marais, tra il terzo e il quarto arrondissement: è lì che vive Mounir. Intellettuale. Quarantenne. Di origini marocchine. Gay. Dopo gli attentati di matrice islamica, ancora più ai margini, precario, escluso. Come Madame Marty, che ha il doppio dei suoi anni e vive, o meglio sopravvive, sopra di lui, in un minuscolo monolocale di quattordici metri quadrati, come ce ne sono tanti in Francia, specialmente nelle grandi città, e come si dice sia anche l’appartamento, o uno degli appartamenti, in cui abita Gérard Depardieu. Nasce da subito un rapporto d’amicizia, poi qualcosa si spezza, diventa un incubo. Mounir è in stato di arresto: ma il commissario che lo interroga e che pensa sia un jihadista esiste davvero? O è solo frutto del delirio di un uomo che ama le lettere, ricco di ricordi, che si è esiliato dal mondo ostile, razzista e omofobo? O alberga qualcosa di ancora diverso fra le pagine splendide di questo romanzo travolgente, emozionante, mozzafiato, un vorticoso climax ascendente che lascia spiazzati e sedotti? Da non perdere.

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