Libri

“La traversata della mangrovia”

di Gabriele Ottaviani

Vieni a letto con me. Non ha un buon sapore il mio corpo?

La traversata della mangrovia, Maryse Condé, Giunti. Traduzione di Eliana Vicari. Splendido sin dalla copertina adorna di strelitzie, pianta nata per amore e dedicata a una sovrana, dal fascino incommensurabile, scritto con una tessitura salda, raffinata, tentacolare e capillare come il percorso delle radici di una mangrovia, il travolgente e policromo romanzo descrive un mosaico che non può che restare privo di qualche tassello fondamentale. Eppure le suggestioni di questi flussi di coscienza che come correnti nel mare si intersecano veementi sono davvero straordinarie e riescono comunque a restituire al lettore un quadro di insieme viepiù variegato e dal respiro ampio e corale: l’affascinante straniero, indomito seduttore, figura dalla personalità a dir poco controversa, amato da molti, soprattutto donne, odiato da tanti, soprattutto uomini, ha lasciato un segno indelebile in questa comunità della Guadalupa agitata da tensioni che non sono solamente razziali. Tuttavia nessuno diserta la sua veglia funebre, e dalle parole di chi resta viene reso un ritratto quanto mai ammaliante di chi se n’è andato, dando vita non solo a un tempo dopo e senza di lui, ma anche a una meditazione e a una metafora su ciò che rimane quando qualcuno, o qualcosa, scompare. Magistrale.

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