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“Angela e demoni”

di Gabriele Ottaviani

Da parte sua, Merkel ha sempre cercato di attenuare la naturale inclinazione pro-russa di parte dell’establishment tedesco, facendosi severa guardiana delle sanzioni contro Mosca decretate dagli Usa. Alleata affidabile degli Stati Uniti, la cancelliera si è così guadagnata molta impopolarità nei Länder orientali, storicamente legati agli scambi economici con Mosca. Una situazione su cui ha speculato elettoralmente il partito sovranista tedesco Alternative für Deutschland. La fermezza della cancelliera ha tuttavia pagato: a metà luglio 2021, e cioè solo due mesi prima della sua uscita di scena dopo 16 anni di governo, Merkel ha strappato l’ok di Joe Biden alla conclusione e alla messa in opera del Nord Stream 2. Un sì che la Casa Bianca ha concesso minacciando nuove sanzioni contro la Russia qualora intenda usare il gasdotto come strumento di pressione politica sull’Europa o sull’Ucraina; un sì che ha molto deluso la Polonia e le Repubbliche Baltiche. Fra questi alleati atlantici di ferro e una Germania a volte un po’ strabica, la Casa Bianca ha dimostrato di preferire la seconda. Un notevole successo diplomatico per la cancelliera che chiude la propria carriera rilanciando l’importanza di Berlino su scala internazionale. D’altronde, osservare la politica estera impostata dalla cancelliera solo attraverso il prisma dei rapporti con il Cremlino sarebbe riduttivo. Perché se il cuore e la passione di Merkel sono rimasti alla letteratura russa, lingua con la quale discute agevolmente con Vladimir Putin, il motore economico della Germania ruota attorno a un asse che parte da Berlino e arriva dritto a Pechino. Sotto Angela Merkel, la Germania ha infatti agganciato la propria crescita a un Paese inarrestabile: la Repubblica popolare cinese…

Angela e demoni – La fine dell’era Merkel e le sfide della Germania di domani, Daniel Mosseri, Paesi. Angela Merkel, la delfina di Kohl, il padre della riunificazione tedesca, la scienziata venuta dall’est satellite sovietico suo malgrado, la prima cancelliera della repubblica federale, la stella più lucente del cielo della CDU, che da sempre si accompagna alla compagine gemella bavarese, la CSU, la politica più autorevole degli ultimi decenni, una donna seria ma non seriosa, solida, capace, intelligente, brillante, colta, sobria, affidabile, pragmatica, coerente, competente, timoniera salda nei marosi del nuovo millennio, convinta europeista, concreta, imperturbabile ma non inumana, impeccabile come solo, guarda caso, Ursula Von Der Leyen, lascia il governo. E dopo di lei, ahimé, altro che solo un semplice diluvio, tant’è che in primo luogo il suo partito, ma non solo, è allo sbando. Il vuoto c’è, è innegabile. Ed enorme. E adesso? Davvero, è questa, e non è retorica, la fine di un’era: che va raccontata, e che viene studiata con precisione perfetta in questo interessantissimo volume.

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