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“Il soggiorno romano di Peter Scheemakers”

di Gabriele Ottaviani

Di ispirazione analoga ad esso, ma in controparte, è il celebre gruppo di Fauno con Bacco infante sulle spalle a Villa Albani: non è impossibile che Scheemakers abbia effettuato una sorta di crasi, o sintesi, creativa tra questi due modelli simili, sostituendo nel Fauno Albani (qualunque fosse la sua collocazione nell’ultimo scorcio del terzo decennio del Settecento) un capretto al Bacco bambino, in una sorta di equivoco visual-verbale fondato sull’omofonia e omografia (a kid is a kid is a kid), il tutto complicato da altre interferenze visive, per la postura delle gambe. Se questo fosse un taccuino di Reynolds, l’ipotesi proposta avrebbe un grado di probabilità tale da sfiorare la certezza. Per Scheemakers, non saprei, ma, dal momento che una ricerca sicuramente non completa, ma certo abbastanza ampia tra repertori antichi (più o meno coevi, cioè, a Scheemakers) e moderni di statue classiche non dà alcun esito alternativo, e che colleghi archeologi restano perplessi sulla possibilità di identificare il pezzo, vien fatto di pensare che questa sia un’ipotesi attendibile, falsificabile solo, eventualmente, tramite il ritrovamento del modello antico al momento elusivo.

Il soggiorno romano di Peter Scheemakers (1728 – 1730), Olschki. Di Giovanna Perini Folesani, professore ordinario di storia della critica d’arte all’Università di Urbino Carlo Bo, docente anche negli Stati Uniti (John Hopkins University, Baltimore Md e Oberlin College, Oberlin, Ohio) e a Roma Tor Vergata, autrice di centinaia di pubblicazioni a stampa, concernenti per lo più la letteratura artistica e il collezionismo di età moderna in Italia e in Inghilterra, comparse, prevalentemente in italiano e in inglese, in cataloghi di mostre e in atti di convegni nazionali e internazionali, in raccolte di saggi, in riviste scientifiche italiane, inglesi, americane, olandesi, tedesche, russe, francesi e giapponesi, nonché direttore del CURAM (Centro Universitario di Ricerca Avanzata per la Metodologia Storico-Artistica), che realizza con questo volume la prima presentazione integrale, commentata, di un taccuino dello scultore fiammingo, figura interessantissima e troppo poco nota, Peter Scheemakers, attivo in Inghilterra per cinquant’anni circa nel diciottesimo secolo: da non farsi sfuggire per nessuna ragione.

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