Libri

“Hard core: istruzioni per l’uso”

di Gabriele Ottaviani

In Rabbit, Run, pubblicato nel 1960, John Updike si sofferma sul senso sessuopolitico del pompino. Il protagonista litiga con la sua ragazza Ruth e le chiede se, nella sua professione di prostituta, abbia mai fatto sesso orale (“Did you blow guys?”). Lei gli risponde di sì e allora lui, quasi come prova d’amore, chiede lo stesso trattamento. La cosa non è gioiosa. Lei trattiene a stento le lacrime: “Se lo faccio cosa proverebbe?” “Proverebbe che sei mia, stasera ti sei rivoltata contro di me e adesso ho bisogno di vederti in ginocchio”. Updike non descrive il blow job (aspetterà la pubblicazione di Couples nel 1968 per farlo e la scena non c’è neppure nel film tratto dal romanzo nel 1970, con James Caan protagonista), ma il suo senso è dettagliato dal contesto: lui vuole umiliarla, lei, seppure con qualche remora, vive l’imposizione come degradazione. Nel romanzo si coglie quindi, all’alba dei Sixties, lo status ambiguo del blow job nel momento stesso in cui l’argomento si solleva dalle camere da letto e dagli studi psichiatrici per divenire tema pubblico, momento di riflessione sociale e politica sulla sessualità. Il termine, in pieno uso nel decennio, è stato creato appena qualche lustro prima; secondo John Bassett McCleary, autore di The Hippie Dictionary, è opera dei militari americani nel corso della Seconda guerra mondiale; comunque, nei tantissimi manuali di sessuologia pop pubblicati tra fine Cinquanta e inizio Sessanta, va man mano ad affiancare il lemma tecnico, preferito dagli specialisti, fellatio.

Hard core: istruzioni per l’uso – Sessuopolitica e porno di massa, Pietro Adamo, Mimesis. Il sesso non è un semplice, ammesso e non concesso che l’attributo sia adeguato a questo contesto, piacere, è anche uno strumento di potere, è un prodotto, è un veicolo per altri significati: la pornografia è un elemento che fa parte della nostra società benché spesso emarginata, condizione che d’altro canto la porta a connotati ancor più radicali di quanto già non siano le sue proprietà: Adamo analizza il fenomeno del porno nelle sue molteplici sfaccettature realizzando un saggio interessante e approfondito, dettagliato, denso, divulgativo, che si muove tra più piani d’interpretazione e chiavi di lettura con abile agilità.

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