Libri

“Eliete”

di Gabriele Ottaviani

Il Portogallo è un grande paese. Sagge parole, questo è lo spirito giusto, signora Lurdes, disse Jorge abbracciandola, Siamo un colosso e fra poco ce li mettiamo a novanta gradi. Ci impelagammo in questioni logistiche. Mangiare sui vassoi davanti al televisore? Portare il tavolo piccolo di fronte alla TV? Im provvisare un buffet sopra la madia? Per quanto desiderassi sintonizzarmi con le loro aspettative eccitate mi sentivo continuamente trascinata lontano da quel giorno speciale, fra la cena da preparare, la birra ancora calda, il limone mancante per la maionese con cui accompagnare i gamberoni portati da Milena, il profilo Instagram di Inês da controllare. La sua ultima foto, il collo di Inês avvolto in una sciarpa della nazionale, era stata pubblicata quel mattino. L’aveva scattata all’interno di un’auto, era seduta accanto al guidatore. Non vuoi invitare il tuo amoroso a vedere la partita insieme a noi? Mi piacerebbe conoscere quel ficone, dissi a Milena e Jorge lanciò un fischio, Un nuovo acchiappo! Siamo ancora nella fase solo io e lui, la partita la va a vedere con gli amici, rispose Milena nascondendo il dispiacere per non essere stata inclusa nel programma. Goditela, la fase tu e lui, io sono già nella fase lo e niente: niente capelli, niente soldi, niente tranquillità. Nel vedere lo sguardo intenerito rivoltogli da Milena mi sentii in colpa ancora peggio, perché tutto quanto dicesse o facesse Jorge mi irritava. Ne approfittai per chiedergli dov’era Inês, vista la quantità di foto che si mandavano. Jorge alzò le spalle, La sciala stare, sarà da qualche parte a vedere la partita con gli amici, come tutti i ragazzi della sua età. Al momento dell’inno nazionale Milena aprì una bottiglia di champagne. Sugli spalti c’erano moltissime bandiere portoghesi, il mondo sembrava stranamente tutto a quadrettini rossi e verdi. Una bandiera del Portogallo gigantesca sventolava in campo, i giocatori stavano in fila bene allineati…

Eliete – La vita normale, Dulce Maria Cardoso, Voland. Traduzione di Daniele Petruccioli. Non ha nulla di particolare se non il nome, ha due figlie ormai grandi che la trattano con distacco, una madre che ha sempre una critica da proferire ai suoi danni, un marito decisamente abitudinario anche nel sesso e una nonna amatissima la cui memoria però si sta ormai sgretolando sotto i colpi incessanti e il logorio irrefrenabile e perverso dell’erosione della più crudele fra tutte le malattie: Eliete ha bisogno di evadere dalla sua quotidianità. E così, per liberarsi dai lacci e lacciuoli delle consuetudini, si rifugia su Tinder, e… Dulce Maria Cardoso è in assoluto una delle voci narrative più sensibili in cui si possa avere la fortuna straordinaria di imbattersi, e qui è per giunta esaltata da una magnifica traduzione, emozionata ed emozionante: da non perdere per nessuna ragione.

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