Libri

“La musica perduta”

di Gabriele Ottaviani

«In fin dei conti se la lettera è autentica (e perché poi non dovrebbe esserlo?) sappiamo che la vedova di Rossini aveva rintracciato fra le carte del marito degli autografi probabilmente inediti di Bellini. Quello che non conosciamo è il nome del destinatario della lettera che aveva chiesto a Madame Rossini di cercare quelle carte e che potrebbe essere diventato il nuovo proprietario dei cimeli belliniani. Forse era il proprietario del libro di Byron dentro il quale era custodita, Samuel Levys, nella cui casa Bellini morì. Lo stesso professor de Villeneuve mi ha fatto notare la coincidenza. In una storia come questa è comunque improbabile imbattersi due volte in due persone diverse che hanno lo stesso nome e cognome». «Il mio professore di matematica al liceo ripeteva sempre che gli eventi improbabili non sono impossibili. Hai pensato che comunque esiste almeno un’altra evenienza? Che il destinatario della lettera di Madame Rossini non fosse il proprietario del libro di Byron, perlomeno non il proprietario indicato dalla firma nella prima pagina del libro. Potrebbe trattarsi di un collezionista di cimeli belliniani che aveva comprato alcuni oggetti della casa in cui era morto il suo idolo. Questo spiegherebbe il possesso del libro del Levys, di quel Levys di Puteaux». «Non ci avevo pensato, ma quello che dici è verosimile. Potremmo cominciare le nostre ricerche subito dopo il mio concerto, che ne dici?». «Mi farebbe molto piacere, davvero. Purtroppo però questo fine settimana parto per Catania, dove dovrò fermarmi per tutto il mese»…

La musica perduta, Antonio Mistretta, Giulio Perrone. Una gatta tutt’altro che docile, un musicologo con marcate tendenze all’isolamento, un collezionista omosessuale ricco come Creso ma che odia il mondo intero o quasi, una scienziata che crede di essere Marie Curie rediviva, un giovane pianista salentino, una ricercatrice di mezz’età, le lettere della vedova di Rossini che alludono a degli inediti musicali di Vincenzo Bellini e Bellini stesso: eccoli i protagonisti di questo romanzo arguto, brillante, brioso, piacevolissimo, che amalgama abilmente il serio col faceto, il vero col verosimile e l’inventato, che attraversa il tempo e lo spazio e che, parlando di musica, porta il lettore con arguzia a riflettere sulla caducità dell’esistenza, sulle cose che volano e su quelle che restano, per dirla con Emily Dickinson, sulla capacità di ognuno di realizzare quelli che crede essere i propri sogni. Da non perdere.

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