Libri

“Tra di noi l’oceano”

di Gabriele Ottaviani

Intendono arrivare a grandi distanze, però non essere avvicinate, come l’acqua di cui parla Lorca, che si mostra fredda affinché nessuno la tocchi. Non vogliono niente di concreto da chi le circonda, se non che le si lasci essere sé stesse, come solo i matti fanno, che si dia loro “ragione” per rassegnazione. Scompaiono invece di apparire e comparire, offrono soltanto un involucro, preferiscono esistere con discrezione, per pura cortesia, abitando un gineceo che amplia il lato della personalità non esposto e non rivolto al pubblico, coltivando una purezza inaccessibile che è il significato primo della castità.

Tra di noi l’oceano – Modernità di Emily Brontë ed Emily Dickinson, Mattia Morretta, Viator. Sono lontane, sono diverse, sono omonime, eppure non mancano anche i punti di contatto tra queste due figure capitali nella storia della letteratura di lingua anglosassone, due donne che hanno saputo raccontare la società, le relazioni fra i sessi, il sentimento con un’originalità che ancora oggi brilla di abbacinante nitore: Mattia Morretta con sagacia e competenza le racconta assai bene. Da leggere.

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