Libri

“Riviera”

di Gabriele Ottaviani

Durante l’estate Marianna pensò spesso a Jonathan. I giorni al mare a Pedaso ebbe la corte serrata di un paio di ragazzi, che vennero respinti, prima uno poi l’altro. Due amici di Ancona, in vacanza assieme a casa di una zia di uno dei due. Su un tavolino dell’appartamento affittato per la vacanza aveva messo alcuni libri che le servivano, compiti per le vacanze, Il dizionario omerico e il Vangelo greco-latino, con un segnalibro ciascuno, di carta leggera, damascata. E alcuni romanzi, scelti da una lunga lista che il Martini aveva redatto con cura, pensando ai suoi allievi e al loro tempo mutevole. C’erano, impilati sul centrino, Il grande Meaulnes, Madame Bovary e, accantonato su un lato, La linea d’ombra. I due ragazzi di Ancona si chiamavano Flavio e Cristian. La sera andavano a prenderla coi motorini, il padre Francesco guardava Marianna salire su uno dei due e partire. Poi si metteva sul piccolo balcone con Rosanna e parlavano attendendo l’ora del ritorno. «Ma un fidanzato ce l’hai avuto mai?». «No». «E allora non potrei esserlo io?». «No». «Preferisci Flavio?». «Nessuno dei due». «Hai visto Jules e Jim?». «Una volta, in televisione, ma ho perso l’inizio. Ho il libro, a casa a Milano», rispose Marianna, e si stupì non poco della domanda, e Cristian gli parve così il più aggraziato dei due, più interessante. «Tra voi due preferisco te», gli disse, «ma non ti bacio, né mi voglio fidanzare. Puoi capire?». «Sì», disse lui.

Riviera, Valentino Ronchi, Fazi. Quella di Marianna è una vita come tante, e proprio per questo è unica, insostituibile, magnifica e formidabile, e non può non essere raccontata: quella di Marianna è una vita placida e tranquilla, che si srotola come un gomitolo tra scintillanti gioie e ineluttabili dolori, tutto sommato serena come le acque del canale che scorre lungo le villette a schiera del quartiere periferico residenziale di Milano, sotto la tangenziale, in cui è nata, Riviera, un angoletto di paradiso pittoresco e punteggiato di piccole cose che sintetizzano e incarnano il quotidiano nella sua irresistibile dolcezza che getta le basi dell’identità. Delicato e delizioso, credibile, parla al cuore di tutti con sincera semplicità.

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