Libri

“Palpebre”

di Gabriele Ottaviani

BOCCA

Kant lo aveva intuito per primo quando aveva detto: Il bello è ciò che senza concetto è riconosciuto come oggetto di un piacere necessario…

Palpebre – Confine mobile tra visibile e invisibile, Domenico Massaro, Fefè editore. Per certi versi assomiglia al pirandelliano Vitangelo Moscarda il professore di estetica, Umberto, protagonista di quest’opera, un uomo in apparenza come tanti che tuttavia fino al momento della rivelazione non si era mai accorto di un particolare che lo contraddistingue inequivocabilmente: come infatti il personaggio di Uno, nessuno e centomila, l’emblema della condizione umana fragile e malsicura dell’uomo moderno che racconta l’autore siciliano figlio del Kaos e premio Nobel nell’anno del Signore millenovecentotrentaquattro, così proprio Umberto, in una mattina che non sembra in nulla e per nulla inconsueta, si avvede non di una gobba sul naso, o di una stortura che non aveva veduto mai prima di allora se non per l’intervento della moglie, bensì di un arrossamento delle palpebre, di quelle piccole virgole sugli occhi che hanno una indispensabile funzione e che sono una vera e propria cesura tra il visibile e l’invisibile, tra il mondo interiore e quello esterno. E così inizia per lui una riflessione profonda sul senso ultimo e sul significato stesso dell’esistenza e delle cose, che viene argomentata in questo testo agile, brillante, avvincente.

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