Libri

“I lucci della via Lago”

di Gabriele Ottaviani

Quando la campana batte le dieci, siamo sul pontile del Porto di Chiesa. La barca però non è ormeggiata al solito posto, sotto la finestra di Aura. Accendo la piccola torcia che mi sono portato dietro e sventaglio il lago. Niente, non c’è da nessuna parte. Sono preoccupato, parecchio. Potrei lanciare un sasso sulla persiana, poi vedo una luce sott’acqua che viene verso di noi. Trapola fa due passi indietro e quasi cade dall’altra parte del pontile. Dal lago emerge una sagoma, ci guarda e si toglie il boccaglio. «Ciao». È Viero, il fratello di Aura. Nuota fino alle scalette e lo raggiungiamo. In una mano tiene l’archetto, nell’altra una freccia. Si è legato al petto una torcia subacquea e sembra proprio uno spettro, con quella luce che gli illumina la faccia dal basso.

I lucci della via Lago, Giuseppe Festa, Salani. Illustrazioni di Sofia Paravicini. Nell’anno del Signore millenovecentoottantadue in Spagna la nazionale di calcio italiana sta facendo la storia, partita dopo partita: Mauri e i suoi amici, tredici anni e un universo di promesse dinnanzi agli occhi che attendono solo di sbocciare come il caldo dell’estate, la stagione del tempo lungo e della spensieratezza, sognano di festeggiare la vittoria di un campionato del mondo, e nel frattempo trascorrono le ore neghittosamente, e forse ancora un po’ ignari di quanto il tempo stesso realmente significhi, convinti di avere a disposizione tutto quello del mondo, ancora fiduciosi nell’avvenire, attorno al lago. Tutto muta d’improvviso e inaspettatamente con la deflagrazione di un boato che scuote e assorda e lascia basiti, inermi e increduli, quando nel tentativo di pescare un leggendario e gigantesco pesce, Brando, il migliore amico di Mauri, finisce in fondo al lago per non riemergere più. A differenza sua vengono però alla luce dei biglietti, scritti con la sua grafia, che gettano tutti in una cupa inquietudine, pari solo a quella che genera il crescere. Maestoso.

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