Libri

“Un dettaglio minore”

di Gabriele Ottaviani

I limiti imposti qui sono tanti, bisogna fare attenzione, sapersi destreggiare, soltanto così è possibile prevenire dolorose conseguenze e garantirsi, nonostante tutto, una certa tranquillità. Ci sono alcune persone che riescono a destreggiarsi perfettamente tra questi limiti, senza mai oltrepassarli, ma sono poche e io non sono certamente una di loro. Non appena scorgo un limite mi lancio velocemente verso di esso per superarlo con un balzo, oppure lo scavalco di nascosto, con un solo passo. Non compio nessuna di queste azioni consapevolmente, spinta da un impulso premeditato di ribellarmi a qualsivoglia limite, è più una cosa dettata dalla stupidità. Anche perché, quando oltrepasso un limite, cado in un profondo stato di agitazione. In poche parole, è questione di goffaggine. Una volta realizzata la mia assoluta incapacità di destreggiarmi tra ogni tipo di limite, ho preso la decisione definitiva di rimanere il più possibile all’interno dei confini di casa mia. Poi, poiché questa casa ha molte finestre attraverso le quali i miei vicini e i loro figli possono facilmente vedermi, e quindi cogliermi nell’atto di oltrepassare un limite anche quando sono in casa, ho messo le tende. Sono quasi sicura che, qualche volta, mi dimenticherò di chiuderle. In ogni caso, sono sempre da sola quando sono in casa, mi siederò al tavolo sempre allo stesso posto, e sarà tutto quello che il mondo esterno vedrà di me. Così, quando saranno trascorsi alcuni giorni senza che io mi sia seduta lì, il figlio di mezzo dei vicini mi dirà che da tempo non mi vede seduta al tavolo come ogni mattina a “lavorare”…

Un dettaglio minore, Adania Shibli, La nave di Teseo, traduzione di Monica Ruocco. Nell’estate del millenovecentoquarantanove, a uno di distanza da quella che per i palestinesi è la catastrofe, per gli israeliani la guerra d’indipendenza, alcuni soldati dello stato ebraico sterminano un intero gruppo di beduini nel deserto del Negev tranne una ragazza, che prima di passare a miglior vita ed essere sepolta nella sabbia viene stuprata con aberrante e incomprensibile efferatezza: un omicidio che fa sensazione e che ai giorni nostri induce una donna di Ramallah, nata esattamente venticinque anni dopo quel delitto, a indagare. Perché qualcosa la costringe a farlo, la sprona una voce, che non tace, stentorea come questa prova narrativa mozzafiato, che si legge in un baleno e insiste e persiste nell’anima e nel cuore.

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