Libri

“Acari”

di Gabriele Ottaviani

Aveva tolto la testata dell’aspirapolvere e aveva aperto il contenuto del sacco blu il cui colore faceva risaltare una sabbia bianca. Quella sabbia conteneva gli acari e altri non meglio precisati batteri prima imprigionati nel materasso. Alcuni suoi colleghi, nel farlo, dicevano che era importante mostrare una faccia disgustata, a sottolinearne la particolare quantità, come se il risultato di quella pulizia fosse qualcosa di inedito e non qualcosa che sarebbe capitato a ogni materasso. Gli acari erano come le feci all’interno dell’intestino, quell’aspirapolvere era come un bisturi che aprendo la pelle all’altezza dell’ombelico mostrava cosa c’era dentro. Non erano necessarie sceneggiate; non in quel caso specifico, di fronte a una donna incinta. Claudia, con quell’aspirapolvere, non stava vendendo un rimedio contro gli acari; stava offrendo l’illusione di poter creare, per il figlio in arrivo, un mondo libero da qualsiasi impurità: un mondo igienicamente perfetto. Alla fine della presentazione, Claudia disse a Giulia che avrebbe potuto fare uno sconto del dieci per cento se le avesse passato il contatto di qualche persona fidata interessata a una prova gratuita e senza impegno. Lei scrisse su un foglio il numero del loro migliore amico e lo porse a Claudia che lo mise in tasca. Claudia strinse la mano a Riccardo e salutò Giulia facendole l’in bocca al lupo per la gravidanza. Scendendo le scale, si chiese cosa volesse dire sentir crescere qualcosa dentro di sé; qualcosa che è al contempo te e altro da te; si chiese se avrebbe avuto mai il coraggio di fare un figlio. Aveva trentatré anni, forse quello era il momento giusto. Salì in macchina e, prima di mettere in moto, scrisse un messaggio ad Aldo spiegando che venerdì avrebbe dovuto trattenersi al lavoro e che la tempura l’avrebbero provata un’altra volta…

Acari, Giampaolo G. Rugo, Neo. Autore di teatro e cinema di chiara fama e pluripremiato, Rugo esordisce nella narrativa con quella che appare davvero, sin da una primissima lettura, una icastica, vivida e magistrale sinfonia di voci, ognuna con una precisa identità, che si amalgamano in modo mirabile sotto una direzione sapiente e sicura tratteggiando, nel corso del tempo, che fluisce inesausto e non lascia nulla di indenne alla forza sottile e violenta della sua inesorabile erosione, attraverso la forma di quello che di fatto è un romanzo di racconti, mosaico, documentario e collage, il ritratto della nostra società di sconfitti non domi animata da grandi speranze e soffocata da lancinanti frustrazioni e incredibili contraddizioni, pura nella sua ingenuità e aspra nelle sue nequizie. Da non farsi sfuggire per nessuna ragione.

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