Libri

“Bad Girls”

di Gabriele Ottaviani

«Ormai è un uomo», diceva con vanto davanti agli addetti di quell’improvvisato casting. La scelta del maestro, purtroppo, ricadde proprio su di lui. Nostra madre era elettrizzata mentre si apprestava a firmare un ricco contratto, che ovviamente si rivelò falso. Prima che emergesse la vera natura di quella sceneggiata, però, Federico fu sottoposto ad abusi di ogni genere. Il giro di pedofili, oltre a sfruttare economicamente foto e riprese di minori nudi (erano coinvolti altri ragazzini oltre a lui), ne approfittava per costringerli ad atti sessuali. Certi particolari, almeno per me, vennero fuori più tardi. Troppo tardi. Anche il trauma subito da mio fratello non si rivelò da subito in tutta la sua evidenza. Diventò distante e quando io mi rannicchiavo accanto a lui, nella speranza che mi parlasse della nostra fuga, si addormentava subito. Mille interrogativi affollavano la mia mente: non capivo perché volesse allontanarmi. Senza il suo affetto mi sentivo perduta, ma continuai a considerarlo l’unico raggio di sole della mia misera vita. Il tempo trascorreva lento in quella casa priva di amore, scandito dalle crisi di nervi di nostra madre, dalle minacce del suo uomo, dai pasti raffazzonati, consumati senza guardarsi mai e, sempre più spesso, senza mio fratello. Mi domandavo dove andasse Federico, visto che non raccontava mai niente, così decisi di scoprire la verità. Origliando alla porta del bagno, l’avevo sentito parlare al telefono e dare appuntamento a qualcuno in un bar di Ostia per le dieci di sera. Dissi a mia madre che andavo a dormire. Anche se era presto, non ci fece caso. Mi misi sotto le coperte e chiusi gli occhi…

Bad Girls – Da vittime a carnefici, Antonella Bolelli Ferrera, La lepre edizioni. Antonella Bolelli Ferrera, giornalista, scrittrice, per oltre un decennio autrice e conduttrice di Radio3, anima, con il sostegno di SIAE, e dea ex machina, fra gli altri numerosi progetti cui si è dedicata e si dedica, del Premio Goliarda Sapienza – di cui Bad Girls è un progetto speciale, che è riuscito a prendere vita nonostante il lockdown, data la necessità bruciante di testimoniare un altro lato della medaglia sui danni devastanti prodotti dalle violenze sul genere femminile – rivolto ormai da anni specificamente alle persone in stato di detenzione, dà voce, come sempre, a chi voce di norma non ha, e a chi ha da raccontare una storia persino disturbante, ma che non può essere taciuta, la vicenda di donne con i più diversi background accomunate dal destino di aver reagito all’orrore, all’abiezione, alla paura, all’abbandono, ai maltrattamenti e a chissà cos’altro attraversando la soglia che fa da cesura tra bene e male, divenendo colpevoli di un crimine. Da leggere assolutamente, splendido sin dalla copertina.

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