Libri

“Restare vivo”

di Gabriele Ottaviani

E forse tutto è caduto nell’ultima volta che hai preso fiato, nell’attimo prima che ti scoppiasse una vena nel cervello, in quell’istante in cui eri vivo e poi sei entrato in coma e nelle ultime parole che mi hai detto e negli occhi della mamma che trattengono il riflesso del tuo sorriso e lo tratterranno per sempre.

Restare vivo, Francesco Borrasso, InSchibboleth. Assenza, più acuta presenza. E il petto è dolente, il pensiero non è affatto vago. Anzi, torna sempre lì, come una lingua che batte sul dente che duole, e non accenna a calmarsi. La morte del padre, la depressione, gli attacchi di panico: Francesco Borrasso parla di quello che ha vissuto, e di come sia riuscito a continuare a vivere. Un libro necessario per chiunque si senta smarrito di fronte al dolore, un testo formidabile, di rara umanità e di credibilità deflagrante, che dice meglio di quanto tu potresti mai saper fare quello che vorresti esprimere, che fa star meglio e sentire meno soli, un’opera per cui rendere grazie.

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