Libri

“La carezza della mantide”

di Gabriele Ottaviani

Lasciami qui: è il modo vostro di prepararmi al distacco…

La carezza della mantide, Carlo Turati, Solferino. Tutti i genitori, prima o poi, se ne escono con questa frase, che i figli non vogliono sentire, e infatti di norma loro hanno cura di pronunciarla tra sé, quando altri non possono ascoltarla: adesso me ne posso anche andare. Come se la vita fosse un compito da portare a termine, una staffetta col testimone da passare in consegna, e dopo che quelli che un tempo sono stati pargoli ma per certi occhi non cessano d’essere bambini sono, come si suol dire, sistemati, viene quasi naturale non avere la hybris di pretendere di più. La realtà però è che non c’è un momento giusto per scivolare, direbbe il poeta, nella stanza accanto: semplicemente è inevitabile, e benché lo si sappia dall’inizio, non ci si pensa – altrimenti forse non si vivrebbe affatto – né ci si abitua mai: Marco ottiene l’affidamento di entrambe le figlie, ma forse non le vedrà crescere, poiché, stando alle statistiche, a meno che non vada bene un trapianto, non gli restano molti anni. Che fare? Come cercare, lui, solo, di non lasciarle sole, né di sentirsi solo? Turati dà alle stampe un libro che commuove ed emoziona soprattutto attraverso la credibile potenza delle sue parole d’amore, che si manifesta nella sconclusionata quotidianità di tutti noi, che abbiamo l’angoscia di essere bravi quando probabilmente dovremmo solo preoccuparci di esserci, per quanto ci è possibile e dato.

Standard

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...