Libri

“Non tutto il male”

di Gabriele Ottaviani

«Cosa sarebbe questa?» chiese il Cartografo squadrando la composizione. «Una costellazione». «Del vecchio cielo?» Zero annuì e chinò la fronte. Il Cartografo cancellò le sette stelle con il palmo aperto. «Pensi sempre al vecchio cielo e allo spazio. Sei ossessionato dalle cose che non puoi più vedere, continui a credere che gli strumenti con cui un tempo misuravamo e ordinavamo il mondo funzionino ancora, ci hanno solo buttato sopra una coperta. Non sei troppo diverso dal Questore a pensarla così, sai? Io invece credo che a tutti e due manchi l’immaginazione per creare cose nuove. Per esempio, per uscire da qui, cosa disegneresti?» Zero disegnò una porta, cercando di replicarne le corrette proporzioni. Il Cartografo lo squadrò e incrociò le braccia. Allora Zero disegnò una rampa di scale, preoccupandosi che ogni gradino rispettasse le leggi della prospettiva. Era piuttosto soddisfatto del disegno finale: sembrava una vera scalinata, per quanto rudimentale, che dalla galleria risaliva in superficie; ma si era dovuto fermare anzitempo perché, a una certa altezza, la parete cominciava a curvare. Il Cartografo si mise in punta di piedi; era più alto di lui, e disegnò gli ultimi due gradini mancanti. Poi però scosse la testa e cancellò il disegno. «Evadere da questo mondo è problematico, e assolutamente illogico. Si tratta di scommettere che finiremo in un mondo migliore, tra gli infiniti mondi possibili. Ma per quel che ne sappiamo potremmo finire anche in un mondo peggiore di quello di partenza, addirittura nel peggiore dei mondi possibili. Io penso che l’incendio ci abbia dato una grande possibilità, ma non ce ne accorgiamo. Possiamo crearlo, un mondo migliore. Possiamo sognare, e investire così tanta fede in quel sogno da renderlo reale».

Non tutto il male – Cronache della terra inabitabile, Andrea Cassini, Effequ. Le strade pullulano di fantasmi, ognuno dei quali intreccia il suo destino a quello di un essere umano dando corpo alla parte più dolorosa e oscura della sua anima, ai suoi tormenti e alle sue ossessioni: tutto intorno la città non cessa un attimo di bruciare, ed è lo stesso governo, assetato di potere, che la dà alle fiamme, sostenendo che il fuoco funga da catarsi per i mali che si annidano tra le fronde dell’albero malato all’interno del quale la città è edificata. Ma non pare esserci una via di scampo praticabile, a meno che… Allegoria del nostro tempo sempre più rissoso, invidioso, miope e cattivo, l’opera di Cassini coinvolge e sconvolge.

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