Libri

“Ingarbujè”

di Gabriele Ottaviani

Perché tuo fratello faceva tutto quello che gli dicevo io e se era no, eri sicuro che obbediva. Lui era buono, non era come te che piangevi sempre e in spiaggia ci scomparivi sempre sotto gli altri ombrelloni a parlare con le altre signore. A Madrid ci sei scappato dall’albergo, in mutande in giro per la città, con la baby-sitter che ti diceva cosa?

Ingarbujè – Matassa organizzata di pensieri tra vita e sogno, Stefano Braschi, Robin, a cura di Laura Bevione. Forlivese, come il titolo stesso racconta, prendendo le mosse, come si conviene quando si affrontano le tematiche che più si hanno a cuore, dal dialetto, idioma dell’istinto e del sangue, classe millenovecentocinquantasette, autore, attore, regista, che fa del teatro uno strumento di militanza politica nell’accezione più ampia ed elevata del termine, Stefano Braschi dà vita, per sua stessa ammissione, a una matassa organizzata di pensieri tra vita e sogno, una raccolta di dieci anni di scritti che fa immergere il lettore nella caleidoscopica contraddittorietà del nostro tempo fatto non solo di nuovi schiavi del cottimo e del caporalato che corrono in bicicletta per consegnare pacchi pieni per lo più di beni superflui che ci pare indispensabile possedere prima di subito ma anche di certezze dissolte nell’abitudine e di valori dimenticati. Da leggere.

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