Libri

“La donna gelata”

di Gabriele Ottaviani

In quanto a tecnica di rimorchio sapeva il fatto suo. Interpretava il ruolo a meraviglia, forse lo tradiva giusto un po’ di impazienza. Alto, abbronzato come nelle pubblicità dell’Ambre Solaire, una bella voce dal timbro caldo, da radiodramma, ha detto qualcosa di complicato, poi ha aggiunto «è di Racine, se non sbaglio», e io non avrei saputo dire se ci stesse prendendo in giro, perché di Racine conoscevo solo I litiganti. Eravamo ai bordi di un prato appena fuori città, Brigitte sfogliava le sue riviste e io mangiavo pesche. Un attimo dopo aver lanciato la sua citazione, ha adagiato la Vespa sull’acciottolato e si è venuto a sedere con aria disinvolta, le ginocchia al petto, giocherellando con gli occhiali da sole mentre chiacchierava rilassato. Parla bene, niente a che vedere con i dove ci siamo già visti, fa discorsi brillanti. Sembra un film, senza colonna sonora. Eppure fu terribile. Mai, in vita mia, mi ero agitata così, mentre sbucciavo la pesca mi tremavano le mani, il succo mi colava lungo il polso. Una vergogna tremenda. Fossi stata sola sarei fuggita. Lo detestavo perché lui parlava e noi non avevamo idea di cosa rispondergli a parte sì, no, dipende, quattordici anni, ultimo anno di medie, tra gli attori preferisco Gérard Philipe, Bécaud tra i cantanti. Ci studiava da dietro gli occhiali scuri. Brigitte smangiucchiava il suo filo d’erba e a intervalli regolari si abbandonava a una risatina stridula. Lui era in pantaloncini, senza camicia, potevo vedergli i muscoli, la pelle, proprio un bel tipo. Avevo paura.

La donna gelata, Annie Ernaux, L’orma, traduzione di Lorenzo Flabbi. La nuova opera, splendida sin dalla copertina, di una scrittrice formidabile che da sempre sa fare della vita nella sua pienezza una fertile e feconda materia letteraria, con toni delicati ma potenti, raffinati ed eleganti, intensi e coinvolgenti, senza mai eccedere né abdicare a quel magistrale senso della misura che fa di ogni suo scritto un componimento perfetto, sinfonico, armonioso, indaga con prosa chirurgica l’evoluzione, o meglio l’involuzione di una coppia e di una famiglia, il cui peso, nonostante i condivisi ideali libertari, ricade tutto sulla moglie, che imbocca pertanto presto con passo giustamente deciso un percorso di autodeterminazione ed emancipazione. Da non farsi sfuggire per nessuna ragione.

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