Libri

“La modella di Klimt”

di Gabriele Ottaviani

«Dopo che ha usato quella parola, prima di andarsene, ha spaccato la porta con una spallata. Ha detto: Il tuo gioiellino me lo tengo di pagamento per il fabbro. Voleva essere sicuro che me ne andassi immediatamente. È stato anche ridicolo, perché a momenti finiva a terra, ma io non avevo certo desiderio di ridere. Per il resto della notte sono rimasta sveglia. Ho scelto le cose che riuscivo a far entrare nel baule. Alle altre ho detto addio. Dovevo essere in grado di portarlo giù dalle scale e poi in strada. Forse a quest’ora il resto l’avrà buttato via. Ma so di essere stata fortunata. E se avrò in sorte di riabbracciare Amos, mi perdonerà.» «Ne sono sicuro. La guerra finirà presto. Tuo fratello arriverà a Vienna non appena sarà possibile.»

La modella di Klimt – La vera storia del capolavoro ritrovato, Gabriele Dadati, Baldini e Castoldi. A dieci anni dalla morte del deus ex machina della più prestigiosa galleria d’arte piacentina per celebrare la ricorrenza onorando la memoria di un così grande intellettuale Gabriele Dadati, il più stretto collaboratore del genio mai dimenticato, è chiamato a organizzare un allestimento senza precedenti: ancora più degna di attenzione è però la notizia della ricomparsa in città, a oltre vent’anni di distanza dalla prima e rocambolesca sparizione, di un celeberrimo quadro di Klimt, a sua volta una vera e propria rivelazione, in quanto salito agli onori della cronaca, nel brevissimo lasso di tempo in cui si è potuto beneficiare della sua presenza in museo, perché prova incontrovertibile del fatto che l’artista principe del primo Novecento viennese avesse dipinto di fatto due volte la medesima tela. Ma chi è la donna ritratta? E qual è la ragione di tutti questi misteri? Costruendo attraverso il tempo e lo spazio il raffinato, polifonico e allegorico mosaico della salvifica funzione della bellezza dell’arte che dà senso all’esistenza, amalgamando con eleganza storia e invenzione, Dadati indaga lo sbigottimento dell’animo umano dinnanzi all’inesprimibile. Presentato allo Strega, è da non perdere.

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