Libri

“Il vento e il suo campione”

di Gabriele Ottaviani

Cinque passi nel corridoio e avverto il profumo di caffè forte…

Il vento e il suo campione – La favola di William Walsh: ovvero come si diventa ciò che si è, Giuseppe Vallerini, Giovane Holden. E qualcosa rimane, fra le pagine chiare e le pagine scure, e cancello il tuo nome dalla mia facciata e confondo i miei alibi e le tue ragioni, dice la canzone: ecco, questo bellissimo libro è la storia delle cose che restano, che non sono quelle, come le montagne e l’eterno, cui Emily Dickinson scelse di non dedicare la sua elegia, bensì quelle che fondano la nostra identità, che ci definiscono e classificano le nostre priorità, specie dopo che si è avuta esperienza di ogni cosa, dopo che c’è stato un momento in cui tutto sembrava possibile e in nostro potere. William Walsh, dopo un’infanzia piena di dolore, cresce e d’un tratto sembra meditare persino di farla finita: ma la magia dell’inaspettato lo tramuta in una sorta di fenomeno, un divo, un nuovo George Best, che però non sa godersi la vita, perché non può esserne felice, in quanto gli mancano le due cose che contano di più e che sa che, se si lascerà andare al sortilegio, non potrà mai avere, ovverosia l’amore e l’amicizia. E così William torna sui suoi passi, e, ormai decisamente adulto, nel silenzio mistico di un chiostro racconta la sua vicenda, in cui, come in una favola dickensiana, sono venuti a trovarlo gli spettri dei giorni passati, presenti e futuri, per liberarsi e condividere: intenso.

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