Libri

“Il primo che passa”

di Gabriele Ottaviani

Nulla mi era sembrato tangibile.

Il primo che passa, Gianluca Nativo, Mondadori. Stranamente, ammesso che questo avverbio ben si addica e sappia esprimere al meglio lo stupore magnifico che sempre più si manifesta nella lettura pagina dopo pagina, riflettendo su questo romanzo straordinario le prime suggestioni che sovvengono alla mente e alla soglia della coscienza e dell’anima non sono letterarie, benché l’autore abbia con ogni evidenza una formidabile cultura narrativa, che si manifesta in una prosa cesellata e irresistibile, bensì cinematografiche – su tutti Guadagnino e Dolan – e musicali – Bindi, Endrigo, Mia Martini…: come la febbre irrefrenabile che brucia sotto la pelle di quella Saffo che non può vivere l’amore che vede dinnanzi a sé, distante e inappagabile, dunque destinato all’eternità, il racconto della vicenda di Pierpaolo, ventenne privilegiato della periferia di Napoli che fa di tutto per compiacere le persone a cui tiene, in primo luogo nascondendo a tutti di essere gay, perché convinto che lo guarderebbero con occhi d’improvviso dipinti di delusione, procede travolgente fra opposte tensioni, quella verso la vita del ragazzo e quella alla reclusione di suo padre, sulla cui onestà non ha mai avuto dubbi, e che invece un giorno, all’alba, compare davanti ai suoi occhi mentre viene tradotto in arresto… Monumentale.

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