Libri

“La terza vita di Grange Copeland”

di Gabriele Ottaviani

Brownfield non era alto come Grange, che dovette chinare la testa sul petto per entrare nella stanza dove dormivano lui e Mem. In inverno, di solito, dormivano tutti nella stessa stanza, Brownfield, Mem, Daphne e Ornette; perché era impossibile riscaldare due stanze in una casa così piena di spifferi. Era impossibile, per la verità, riscaldare anche una sola stanza; ma se dormivano in quattro in una stanza piccola e tenevano il fuoco acceso potevano farcela a non morire assiderati prima che arrivasse l’estate. Vedendo la moglie e le figlie con gli occhi del padre – e sapendo che Grange e Josie avevano un podere e una casa confortevole – Brownfield era ansioso di far apparire la propria famiglia al caldo, felice e circondata di attenzioni. Una sola occhiata alle pareti della stanza in cui si trovavano rendeva evidente che lì dentro nessuno sarebbe mai potuto stare al caldo. Le pareti erano state rivestite, all’epoca probabilmente con cura, di sacchetti di carta. Sacchetti tagliati su un lato e appiattiti, con i margini che si sovrapponevano tra loro. Ma adesso i sacchetti pendevano, qua e là, in lembi fruscianti; il vento li aveva staccati parzialmente dai muri. Là dove i lembi di carta pendevano dal soffitto, guardando in su si poteva vedere direttamente dentro il solaio e, in parecchi punti, oltre il solaio si vedeva il cielo. Negli infissi delle finestre senza vetri qualcuno aveva provato a sistemare dei pezzi di cartone ben squadrati, ma la pioggia, battendo obliqua su quei riquadri, ne bagnava la metà inferiore e lo stesso vento che scostava i lembi di carta rivelando i buchi nel tetto scalzava questi pezzi di cartone, così che sul pavimento nudo e grigio si raccoglievano pozzanghere di acqua gelida.

La terza vita di Grange Copeland, Alice Walker, SUR, traduzione di Andreina Lombardi Bom. Scrittrice, attivista, poetessa, Premio Pulitzer col meraviglioso Il colore viola, da cui è stato tratto uno dei migliori e ingiustamente sottovalutati e meno premiati film della cinematografia, pur onusta di trofei, di Steven Spielberg, pellicola di respiro epico che indaga la violenza, l’abuso, l’incesto, il razzismo e, con rara sensibilità, il coraggio delle donne, con Whoopi Goldberg, Danny Glover, Oprah Winfrey, Margaret Avery, Laurence Fishburne e tanti altri, Alice Walker, di Eatonton, Georgia, cinquantuno anni fa, dopo l’esordio assoluto con la raccolta di poesie Once, dà alle stampe la sua prima opera di narrativa, questa, giunta in Italia solo nel millenovecentoottantanove e ora riedita in una veste magnifica sotto ogni aspetto, una commovente saga familiare ricca di livelli di lettura e chiavi d’interpretazione incentrata sulla figura di un mezzadro, Grange, che in piena crisi lascia moglie e figlio e cerca fortuna al nord. Quando torna nello stato delle pesche, però, si accorge che le sue azioni hanno determinato conseguenze dure e feroci: sembra che il ciclo del dolore, della sofferenza e della violenza non sia destinato ad avere soluzione di continuità, ma l’amore e la compassione sono come fiori, in apparenza fragili ma capaci di fendere anche i terreni più aridi. E nel momento in cui Grange si trova dinnanzi Ruth, la nipotina… Impeccabile e imperdibile.

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