Libri

“Noi siamo qui”

di Gabriele Ottaviani

Mimma non ha chiuso occhio tutta la notte, l’immagine di Raya costretta da quell’uomo a entrare nel furgone ha continuato a tormentarla fino all’alba. Forse ho visto male, mi sarò sbagliata, dice a sé stessa per rassicurarsi. Ma più ripensa a quella scena, più si rende conto che i gesti rabbiosi e violenti dell’uomo non può averli soltanto immaginati. Per tutta la mattina ha continuato a guardare la sveglia sopra al frigorifero, in attesa che Raya arrivasse. Ma ormai è pomeriggio inoltrato e Mimma ha paura che sia successo qualcosa di grave. Che fare? Chiamare suo figlio? No, deve lavorare, non le darebbe ascolto. I carabinieri? Nemmeno, la prenderebbero per la solita vecchia ficcanaso che spia la gente dal balcone. Eppure deve fare qualcosa, la madre di Raya è in Inghilterra e la ragazza qui non ha nessuno. Oh Signore Santissimo! In un attimo la decisione è presa, irrinunciabile. Deve solo mettere a punto alcuni dettagli. Mimosa Banti gira per il suo appartamento al quinto piano in preda a uno stato d’animo a metà fra l’eccitazione e l’angoscia. Sul letto ha preparato il vestito che indosserà: gonna marrone, camicetta di cotone beige con un leggerissimo volant attorno ai bottoni e una giacchetta marrone. Si infila le calze elastiche con una certa fatica, ma è ancora in sottoveste e pantofole. Per le scarpe c’è tempo, metterà quelle nere con la suola ortopedica, le uniche con cui sta bene. Probabilmente dovrà camminare molto. Quanto tempo è che non esce? Tre anni? Forse dieci, forse cento, forse non è mai uscita da quest’appartamento e i ricordi della sua giovinezza, della sua esistenza passata, sono solo un’illusione. Ma no, ma che sciocchezze va pensando. Anche lei ha camminato per le strade del mondo, magari poche, magari sempre quelle, ma le sono state sufficienti per imparare la vita, sposarsi e mettere al mondo un figlio.

Noi siamo qui, Giovanni Pannacci, Fernandel. Sembra burbero, ma come accade pressoché in ogni circostanza della vita, l’apparenza inganna, in realtà ha un cuore d’oro, anche se la vita non gli ha risparmiato qualche tiro mancino: ed è proprio a questo professore che si rivolge Gemma, che in classe si è sempre sentita un po’ esclusa fino a quando non ha riconosciuto il suo medesimo spaesamento negli occhi dei nuovi compagni con cui ha stretto un sodalizio indistruttibile, fino a quando, dunque, non sono arrivati Matei, dalla Romania, per cui si è presa una cotta che, timida com’è, ancora non è riuscita a confessare, Paula, dal Brasile, così abile nel trattare da pari i ragazzi, e Raya, dal Pakistan, bella ed elegante, proprio per aiutarla a cercare quest’ultima, insieme anche all’imprevedibile sostegno di una dolce signora, non più giovanissima ma geniale. Sì, perché Raya è scomparsa, e nessuno sa più dove sia: non c’è tempo da perdere, la vita è adesso, brucia veloce, e gli adolescenti, che vivono di assoluti, lo sanno bene. Chi forse non lo sa più, invece, dovrebbe cominciare a ricordarselo di nuovo… Pannacci dà alle stampe un romanzo bello, intenso ed emozionante: da non perdere.

Standard

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...