Libri

“The Good Lord Bird”

di Gabriele Ottaviani

«Notevole», ha borbottato. «Sei una che fa sul serio, sgualdrinella». Ha riempito un’altra volta i bicchieri, stavolta tutti e due fino all’orlo. «Cosa dite, brindiamo alle sofferenze del nostro popolo al Sud, che non è qui a sentire voi che parlate di loro?», gli ho chiesto, perché volevo sbronzarmi sul serio, e il suo whiskey era blando. Lui ha versato un altro giro, e io ho svuotato ancora il bicchiere. «Udite udite», ha detto lui, e poi ha fatto lo stesso, si è ingoiato il suo per la seconda volta, e gli sono venuti gli occhi spenti. Il mio bicchiere ormai era andato, però il sapore incominciava a piacermi. «E perché non brindiamo anche alle bestie, che sono anche loro in schiavitù e soffrono in mezzo a tutto quel caldo e quel freddo, senza sentire la vostra parola su di loro?», ho detto. Lui ha versato e io ho svuotato un’altra volta il bicchiere. Be’, quello l’ha sorpreso, vedermi che buttavo giù così facile tutto quell’alcol. Capite, io avevo imparato a bere nelle praterie del Kansas e del Missouri, con le camicie rosse, gli schiavisti e gli abolizionisti, dove anche le donne erano capaci di scolarsi litrate senza poi mettersi ad attaccar briga, finché a versare era qualcun altro. Vedere una ragazza che faceva meglio di lui gli ha dato un po’ uno scossone alla fiducia in se stesso. Non lo poteva sopportare. «Certo», mi ha risposto. Ha riempito un’altra volta tutti e due i bicchieri. «Predicalo, mia piccola campagnola abbandonata, proclamalo, che si ha bisogno che mi sentono dappertutto in tutto il mondo!». Ormai era mezzo frastornato, e tutto il suo blaterare elegante incominciava a cadergli giù di dosso, come gocce di pioggia che rimbalzavano sul tetto, e veniva fuori il campagnolo dentro di lui. «Non c’è mica niente come far baldoria, una sbronza e una bella scazzottata!», ha abbaiato, e poi si è cacciato un’altra volta quel whiskey blando, triste, che sapeva di tè, giù per la strozza. Io ho fatto come lui. Be’, siamo andati avanti così.

James McBride, The Good Lord Bird – La storia di John Brown, Fazi, traduzione di Silvia Castoldi. Formidabile, alla base della serie che vede protagonista il sempre valido Ethan Hawke, con uno stile pulp ma venato d’un’ironia degna dei fratelli Coen, modernissimo eppure già classico, originale benché nel solco di una tradizione, il romanzo con cui otto anni fa McBride, imponendosi su Kushner, Lahiri, Pynchon e Saunders, si è aggiudicato niente di meno che il National Book Award, succedendo a Louise Erdrich e prima di Phil Klay, narra di un ragazzino che nel Kentucky dell’anno del Signore milleottocentocinquantasei per sopravvivere si finge femmina e si aggrega alla crociata abolizionista di John Brown: epico e trascinante.

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