Libri

“Diario da un interno”

di Gabriele Ottaviani

Palermo, 29/03/2020

Oggi è di nuovo domenica e sinceramente mi sento sola. Non so il motivo; mia madre mi aiuta sempre e cerca di stare con me, ma non mi sento presente in quello che faccio, come se non ci fossi davvero. Di pomeriggio ho visto un film con i miei genitori e mi è piaciuto, ma probabilmente il mio volto e i miei comportamenti non lo facevano capire. Magari ai miei genitori dà fastidio che non dimostro molta felicità e lo capisco in quanto fanno del loro meglio, ma non vedono in me la felicità che si aspettavano. Sono in un periodo strano… ad esempio mi viene spesso da piangere e non so il motivo. Quindi mi distraggo, magari stando al telefono, e può sembrare che sia triste o arrabbiata, quando probabilmente sto solo pensando o cercando di distrarmi. Però, in realtà, non so neanche io quale sia il problema e quindi la soluzione. In questo periodo mi rasserena parlare con mia nonna, anche lei molto preoccupata; proprio perché condividiamo queste emozioni, magari riusciamo a trovare conforto l’una nell’altra… Non so se questo stato d’animo sia dovuto alla situazione, perché sto sempre a casa o perché studio troppo, ma mi sento strana e vorrei solo che qualcuno mi capisca (come sta facendo appunto mia nonna).

Ciao,

Micol

Diario da un interno, Micol R. Vassallo, Terra d’ulivi. Prefazione di Kristian Guttadauro. Decine di migliaia, e il numero continua a salire. Sono i morti, solo in Italia, per colpa di un virus, un grappolo di nucleotidi che protetti da un capside proteico nel momento in cui trovano un organismo che suo malgrado li ospiti si riproducono e fanno danni: come in brutto film di fantascienza, come in una pellicola dell’orrore per cui si ha bisogno di una notevole sospensione dell’incredulità per non provare disgusto e fastidio, da quasi un anno tutto il mondo, a parte qualche area fortunata come la Nuova Zelanda, di fatto non vive più e osserva l’esistenza cui non può prendere parte come l’Eveline joyciana di là dai vetri delle finestre, dietro una coltre di polveroso cretonne. Siamo diventati diffidenti, non ci abbracciamo più, siamo esasperati ed esacerbati: è immenso il prezzo sanitario, enorme quello economico, devastante quello emotivo. Amici che si sono persi, nonni che non possono coccolare i nipoti, ragazzi privati della normalità che tutte le generazioni hanno avuto da sempre. Micol Vassallo ha compiuto tredici anni lo scorso diciotto di giugno, ma la sua prosa ha una maturità che impressiona, commuove, emoziona, conquista: ha scritto, usando le parole che ognuno di noi avrebbe voluto essere in grado di conoscere e adoperare in forma così limpida e bella, il diario, dall’otto di marzo al sedici di giugno del maledetto duemilaventi, della sua e nostra inquietudine, e al contempo l’inno della nostra e sua speranza. Da non perdere. Splendido sin dalla copertina.

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