Libri

“La proposta di un gentiluomo”

di Gabriele Ottaviani

Quella sono io?

La proposta di un gentiluomo, Julia Quinn, Mondadori. Traduzione di Giuseppe Settanni. Si sa, quello che Shonda tocca, al netto della sospensione dell’incredulità che occorre a ogni piè sospinto o quasi per non lasciarsi andare a uno sproloquio di contumelie, diventa oro, e la nuova creatura targata Rhimes, a metà fra Jane Austen e Gossip girl, in cui in ossequio al politicamente corretto si parla di autoerotismo, emancipazione, mestruazioni e quant’altro con una punta di black power che alcuni vogliono suffragata dalla realtà della vicenda storica di Carlotta di Meclemburgo Strelitz, per amore della quale si è dato il nome al fiore più bello del mondo, prende le mosse proprio da qui: Bridgerton, fenomeno di Netflix anche grazie all’avvenenza formidabile del duca di Hastings, nasce dai romanzi di Julia Quinn. Il terzo della serie racconta l’epopea di Sophie Beckett, che discende da una nobilissima famiglia, ma non ha mai avuto una vita facile in quanto figlia illegittima del conte di Penwood che, morendo, come se fosse Cenerentola, l’ha lasciata sola con la matrigna e le perfide sorellastre. Ma un giorno c’è l’occasione di un ballo: chissà che non ci sia anche per lei, benché non calzi cristallo ai piedi, un principe azzurro in attesa?

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