Libri

“Cuori vuoti”

di Gabriele Ottaviani

Vorrebbe dirgli che la sua Swappie, a prescindere dal fatto che generi guadagni o meno, non è altro che l’ennesimo giocattolo per quegli stronzi che giocano in borsa. Uno strumento per rendere il mondo ancora peggiore. Mentre il suo, di lavoro, lo rende migliore. Chiunque abbia bisogno di un attentatore non è più costretto a rivolgersi a dei fanatici jihadisti con disturbo narcisistico, o a dei bambinoni con il feticismo per le armi né a degli psicopatici che odiano gli stranieri e le donne. Loro invece gli consegnano un martire formato professionalmente, rigorosamente selezionato, che desidera morire per un fine alto. Il Ponte ha messo fine all’anarchismo terrorista. Ci sono accordi fissi e un numero controllato di vittime. Con il tempo il settore ha aderito a questo modello di business. I media raccontano regolarmente di attentati coronati dal successo, mostrano immagini della polizia in uniforme e interrogano politici, che sottolineano che la minaccia è come sempre alta, ma che non rappresenta un motivo per farsi prendere dal panico, mentre i loro funzionari mettono in atto il relativo pacchetto di sicurezza. Il grado d’isteria è diminuito in maniera sostanziale. Non è facile riassumerlo a parole e tuttavia è piuttosto evidente: da quando esiste il Ponte, gli attentati omicidi non vanno più di moda. Il numero di mine vaganti, di attentatori per imitazione è praticamente ridotto a zero. Al contrario, sono notevolmente aumentati gli incidenti d’auto, il numero di vittime di questo tipo è superiore a quello del terrorismo. Britta e Babak hanno discusso spesso di questo tema: ogni società industrializzata sembra aver bisogno di un certo numero di attentatori suicidi, la modalità dipende soltanto della tendenza del momento. Sedicenni che assaltano una scuola con un fucile a pompa. Ventenni che si fanno saltare in aria con una cintura esplosiva. Diciottenni che si lanciano in autostrada con gli occhi bendati. È una corsa contro il muro di un ordine monolitico. La falla del sistema. Un punto pruriginoso che ogni società ha bisogno di grattare di tanto in tanto.

Cuori vuoti, Juli Zeh, Fazi, traduzione di Madeira Giacci. Trump non è più alla Casa Bianca, la Gran Bretagna non è il solo paese a essersene andato dall’unione europea, la crisi economica è sempre più feroce, il vento del successo spira procelloso a gonfiare le vele dei populisti e la disillusione, l’ipocrisia e le laceranti, assurde e inumane contraddizioni sociali la fanno da padrone, tanto che c’è chi diventa ricco intercettando grazie a un algoritmo soggetti inclini al suicidio per poi offrire loro la possibilità di farlo ponendo fine alle proprie intime sofferenze dietro la maschera falsa di una presunta giusta causa: è la Germania del duemilaventicinque, ma ciò che più angoscia e fa riflettere è che pare hic, et nunc. Da non farsi sfuggire per nessuna ragione.

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