Libri

“Genesi mostruose”

di Gabriele Ottaviani

Durante la sua visita a casa, Ronnie conobbe una ragazza, che si chiamava Kim come la sorella, cugina di uno dei suoi compagni di scuola superiore. Iniziarono a uscire e le cose si fecero serie molto rapidamente. Quando partì per tornare a Fort Devens, Kim gli promise di scrivere. La sorella di Ronnie, nel frattempo, si era trasferita dallo zio Jimmy, che le offrì un lavoro per gestire un percorso di distributori automatici. Entrambi i ragazzi mandavano regolarmente i soldi a casa per mantenere Velma. Altre cattive notizie arrivarono quell’autunno. Ronnie fu assegnato in Vietnam a gennaio. Velma ora era quasi isterica. Sebbene l’ufficiale comandante di Ronnie avesse approvato la richiesta di congedo di Ronnie, l’esercito doveva ancora confermarlo. Quando Ronnie tornò a casa a Natale, la situazione era cupa, non solo per Velma, ma anche per il nonno. Murphy si era ammalato di una malattia respiratoria che i medici non erano in grado di diagnosticare e sembrava deperire. Lillie doveva prendersi cura di un marito malato e di Velma, che a volte era così piena di farmaci che non riusciva ad alzarsi dal letto per giorni. L’unico raggio di luce per Ronnie durante la sua permanenza a casa fu vedere la sua ragazza, Kim. Dopo che Ronnie tornò in servizio, le condizioni di Velma peggiorarono. Andò nuovamente in overdose di pillole e fu portata al pronto soccorso. Disse agli psichiatri dell’ospedale che voleva suicidarsi perché non poteva affrontare il fatto che suo figlio venisse ucciso in Vietnam. L’assegnazione di Ronnie in Vietnam fu sospesa fino a quando la domanda di congedo non fu esaminata. A marzo, Ronnie ottenne la risposta. La sua domanda fu respinta, ma non sarebbe stato mandato in Vietnam. Fu assegnato all’Army Security Agency a Fort Bragg, appena fuori Fayetteville. Sarebbe stato vicino a casa. Altre notizie, invece, non erano buone. A Murphy fu diagnosticato un cancro ai polmoni e le sue condizioni peggiorarono così rapidamente che il 15 aprile 1972 morì. Velma sembrò essere profondamente turbata dalla morte del padre…

Genesi mostruose, Peter Vronsky, NUA, traduzione di Barbara Cinelli. La consuetudine ci fa declinare per lo più al maschile le generalità degli assassini seriali, ma vi sono anche molte donne, com’è naturale che sia, dato che il male, l’angoscia, la rabbia, il dolore, la pena, la crudeltà e tutte queste e molte ulteriori caratteristiche che sono alla base del delitto non hanno sesso, che hanno compiuto efferati crimini in sequenza: di questo, facendo immergere il lettore nelle più torbide profondità di una raffinata analisi della natura umana, parla, con dovizia di particolari, casi, esempi e stile chirurgico Peter Vronsky. Da non perdere.

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