Libri

“Soli, bastardi e sentimentali”

di Gabriele Ottaviani

Mi piace fare il provinciale, quello che non capisce nulla, il profano, il disadattato, come forse sono e fui. La reazione in questi casi è di due tipi, o ti congedano seccamente oppure ti trattano come un padre col figlio deficiente, facendo trapelare la soddisfazione di chi trova qualcuno più inadeguato di loro. «Mi chiamo Sandro Pepe, ci conosciamo forse? O mi stai prendendo in giro?» Sandro Pepe, capo del personale, detto il Polipo, uomo di potere da cui dipende il destino del mondo. Del nostro mondo. Sorrido, striscio contro il muro e me ne vado nell’altra sala, scaffali pieni di libri, manifesto di Greta Garbo che ride in Ninotchka, scatole di latta dei biscotti Gentilini, bottiglie di vino vuote, tutti in piedi stretti come acciughe. Mi dirigo dove c’è un po’ più di spazio verso la finestra. Ci sono due… ragazze? Signore? Il trucco macilento mi impedisce di comprenderne l’età. Una la conosco, è toscana, ha due grandi tette con le quali spera di ottenere un ruolo di inviata, e la saluto mentre respiro l’aria fresca e ascolto le chiacchiere. Stanno parlando di uomini, e fanno battute sul sesso, con allusioni non troppo velate alla copula. Io mi intrometto e dico «Certo, tutti parlano di sesso ma nessuno ammette, o forse si accorge di quanto sia noioso scopare, pardon, fare l’amore».

In questo mondo sempre più precario, rabbioso, invidioso, violento, misero, meschino e cattivo, frammentato dal rischio che si può annidare nel più tenero dei gesti, fatto di sedie vuote, promesse non mantenute, dolori cupi e speranze cui si ha paura di lasciarsi andare per non bruciare di delusione, ci ritroviamo tutti alle prese con le nostre più inconfessabili e impudiche fragilità, in base alle quali appariamo, in primo luogo a noi stessi, inclini all’ira e al pianto, bisognosi d’affetto e ansiosi, in poche parole Soli, bastardi e sentimentali: soli come gatti, bastardi come uomini, sentimentali come cani, proteiformi nella nostra complessa unicità cui spesso guardiamo con immotivata sicumera; non poteva esserci titolo più adatto per il racconto, alla sua prima ristampa nazionale per MdS, in presa diretta di oltre una dozzina di personaggi alle prese con l’interpretazione della vita, con temi come lavoro, gioia, licenziamenti, successo, separazioni, intrighi, depressione, sesso, ironia, vendetta, gioco, morte e rinascita, che fa Paolo Zagari, autore, regista, produttore, inviato, critico, scrittore, che li narra con irresistibile e agrodolce brillantezza. Da non perdere.

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