Libri

“Confini”

di Gabriele Ottaviani

Cachi è il paese in cui vedo parte del carnevale. È il paese dei cani strani, quelli che non avevo mai visto prima. Certe cose non bisognerebbe raccontarle o spiegarle. Certe cose andrebbero viste. Un pastore tedesco con il muso più bello, quello che qualsiasi compratore vorrebbe, è seguito dal corpo di un bassotto. Lo stesso è per un rottweiler. E così è per il labrador e tutti gli altri cani, a questo punto più o meno di razza. Facce di razza e corpi di bassotto. Sembrano cartoni animati. Il carnevale di Cachi lo vedo a più riprese, una parte una sera, una parte un pomeriggio. I diavoli sfilano per le strade polverose del paese. Il fumo e il profumo di asado in cottura esce da ogni casa. Casse di birra. I bambini giocano a spruzzarsi e a ricoprirsi di schiuma bianca. Si apre una porta, che è la casa più antica del paese. Apparteneva a un dottore norvegese. Oggi è di una famiglia che produce vino. Le bottiglie prodotte, tra malbec, torrontés, cabernet e tannat, sono circa tredicimila, la qualità è alta e la barricaia è piccina. Andare via da Cachi significa lasciare Valle Encantado e il Parco nazionale dei cardones. Oltre che queste vallate dai mille colori e dalle mille forme, mi colpiscono proprio questi, i cardones. A volte sono talmente tanti concentrati in uno spazio di terra che assumono la forma di uomini che sembrano camminare verso l’entrata di un concerto. Altre volte li ho visti raggruppati sulla cima di una collinetta e sembravano pastori in fila che camminano. Ne ho visti a due a due vicini simili ad amanti. Uno piegato verso l’altro come per baciarlo, oppure attaccati come ad abbracciarsi.

Confini – Yuma e il Nord argentino, Maura Fioroni, Il Foglio. Alla sua nuova pubblicazione Maura Fioroni conduce il lettore con mano sicura in un percorso suggestivo, intenso, avvolgente, avvincente, emozionante, punteggiato da immagini evocative sia fotografiche che per il tramite di una scrittura densa e piena di senso che indaga la dimensione del confine, luogo fisico ma anche spirituale, fin quasi alla fine del mondo, in un altrove che induce alla riflessione.

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