Libri

“Il figlio ultimo”

di Gabriele Ottaviani

Torna ai suoi pensieri. Al giovane anarchico morto ammazzato venerdì a Genova. Hanno detto che era un ragazzo che odiava le ingiustizie. Hanno scritto che forse aveva problemi di droga. Clicca per rivedere gli ultimi secondi di quella breve vita. Nonostante la nuova connessione ADSL, il caricamento del video è lento. Nel primo fotogramma Carlo Giuliani si avvicina alla camionetta dei carabinieri brandendo un estintore. Due secondi dopo è steso in una pozza di sangue. Accanto a lui, un accendino bianco. Ucciso da un colpo in fronte a ventitré anni. L’età giusta per urlare che un altro mondo è possibile ma non l’età giusta per morire, riflette. «Ventitré anni, cazzo!» impreca dalla poltrona di pelle reclinabile. La morte di questo ragazzo non riesce a mandarla giù. Sebbene l’emisfero sinistro lo induca a considerare più gravi le premeditate torture nella scuola di Bolzaneto, a turbarlo è soprattutto l’idea di questa vita spezzata da un colpo partito dalla pistola di un giovane carabiniere mandato allo sbaraglio. I creativi lo attendono per il progress, i telefoni squillano, l’iMac di ultima generazione annuncia l’arrivo di alcune e-mail, ma lui sta pensando alle manifestazioni in corso in molte strade di Milano. Vorrebbe condividere la sua rabbia. Partecipare in modo attivo. Proattivo, direbbero i manager dei suoi incubi. Si sente però troppo invecchiato per salire sulla metro, scendere in piazza, gridare Polizia assassina. A trattenerlo non è la paura.

Il figlio ultimo, Andrea Imperiali, Robin. Tra Napoli e Milano, tra l’oggi e gli anni Settanta, tra le speranze di un mondo vecchio da rivoluzionare e la frustrazione di una precarietà che è diventata anche emotiva, perché quelle premesse sono state sciupate o semplicemente niente affatto mantenute, si dipana con veemenza la prosa di Andrea Imperiali, che con precisione chirurgica dà voce al grido di dolore di chi d’un tratto si è imbattuto in uno specchio e si è ritrovato adulto senza aver vissuto la giovinezza: da leggere, rileggere, far leggere, per riflettere sulla storia, sulle storie, sulle crisi e le opportunità.

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