Libri

“Storia interiore dell’universo”

di Gabriele Ottaviani

Gentili professori, amici del pubblico, tutti sappiamo che dopo la morte, il bagaglio memico di ciascun essere ha la possibilità di immestarsi in un altro essere. Appaiono però ancora oscure le motivazioni che governano la scelta del nuovo ospite. Misteriose sono le caratteristiche che rendono un particolare essere un ospite preferenziale per un determinato corredo memico disponibile alla reimmementazione. Io penso che in caso di morte, il processo di reimmementazione non sia assolutamente casuale. La mia ipotesi è che segua una logica multifattoriale, ma guidata da un principio di Affinità Spirituale, che interviene in modo determinante nel momento della individuazione del Preferenziale, ossia del soggetto che incarna la destinazione preferenziale del patrimonio memico del defunto…

Storia interiore dell’universo, Paolo Vismara, Manni. In un mondo in cui tutti cercano di distinguersi la vera ribellione al conformismo, alle convenzioni e all’omologazione, l’autentica originalità, è essere normali, sobri, semplici, niente affatto uniformi e allineati alla massa informe e deforme dei trasgressivi a ogni costo, che rischiano solo di diventare banali, subito vecchi senza essere mai stati giovani: in questa filosofica carrellata di personaggi e situazioni Paolo Vismara induce alla riflessione lirica e mistica sul nostro tempo, la nostra storia, le nostre radici e le opportunità che abbiamo di cambiare, migliorare, evolverci.

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Una risposta a "“Storia interiore dell’universo”"

  1. Fabrizio Torlaschi ha detto:

    Letto tutto di un fiato, anzi in due perché in mezzo ho dovuto metterci il sospiro della notte visto che l’ho iniziato in notturna, ma il riposo prima del dilucolo si è reso necessario.

    Giudizio:
    Mi è piaciuto.
    Credo che sia il primo vero libro interamente surrealista che mi sia capitato di leggere, a tratti mi ricorda un po’ “l’Ulisse” di Joyce, ma in “salsa Disney” (tuttavia se mai recupererò una versione italiana decente del “Finnegan Wake” e riuscirò a leggerla potrei modificare i termini di paragone perchè qui la visione onirica è “potente”).

    Mi è parso di essere entrato dentro un quadro di Dalì dalla finestra del sogno semi estivo Shakespeariano.

    Desiderio:
    Mi piacerebbe vederne una versione illustrata nello stile di Destino, il “corto” proprio di Disney e Dalì.

    Colonna Sonora:
    Presumo che il Jazz o meglio il soft-blues possa essere un buon arrangiamento per partire con un’eventuale colonna sonora su un’aria che tracima tra “Star Trek — The Next Generation” e “Over the rainbow”.

    AD MAIORA.

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