Libri

“Le chiavi di casa”

di Gabriele Ottaviani

Feci un rapido riepilogo: non mi stava deridendo per il mio scellerato Inno alla bellezza, addirittura ci eravamo baciati sulle guance – promemoria: tre, la prossima volta – e aveva gradito il mio pensiero. Tutto sembrava andare per il meglio e io avevo cominciato a parlare così veloce da sembrare una cascata, il vento dell’Alaska, un mustang indomato e a tratti imbizzarrito. Galoppavo sui dialoghi di Into the Wild, sulla vicenda di Alexander Supertramp, mi addentravo nella fascinazione del viaggio che mi aveva trasmesso il primo Salvatores, quello di Marrakech Express o di Puerto Escondido, riemergevo ansimante su Kerouac, e la musica: ah, la musica e la grande tradizione bolognese! L’infinito Lucio Dalla e l’immenso Francesco Guccini, e poi la celebre osteria delle dame: stava per riaprire, dovremo proprio andarci, Linda, all’osteria delle dame! Lei mi aveva ascoltato educatamente, poi aveva salutato un certo Vito, un tizio alto che sembrava il cantante dei Negrita. Sì, andava tutto bene, io parlavo a raffica, le luci erano giuste, la musica era bassa e gradevole. Avrei anche potuto cantare Society, azzeccare l’intonazione, e risultare credibile. E poi era arrivato l’Imbecille…

Le chiavi di casa, Angelo Marino, Pendragon. Si scrive Luca Nanni, si legge Peter Pan: e del resto a chi mai verrebbe voglia di crescere in questo mondo, in questa società sempre più rabbiosa, invidiosa, precaria e meschina? Chi mai affronterebbe a cuor leggero, mentre tutto sembra concorrere perché la terra sotto i piedi scivoli via lontano, alla velocità della luce, spalancando voragini, il viaggio – e Luca di viaggi se ne intende – della paternità, un’avventura che non lascia nulla di uguale a prima, e che prende le mosse da un atto d’amore, in primo luogo per la vita, per la propria vita, così speciale da voler essere non solo vissuta, ma anche eternata nello sguardo di qualcun altro che ci somigli? Bologna, la sua musica e la sua gente sono ulteriori protagonisti di questo romanzo di formazione in cui la consapevolezza fiorisce passo dopo passo, pian piano, incontro dopo incontro, rivelazione dopo rivelazione, perché non c’è nulla di più bello che accettare giorno per giorno il rischio di lasciarsi sorprendere.

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