Libri

“Le inseparabili”

di Gabriele Ottaviani

I nostri pomeriggi erano molto meno piacevoli. Madame Gallard aveva deciso di maritare Malou, e per far passare inosservate le visite di ragazzi più o meno sconosciuti apriva la casa a tutta la gioventù per bene dei dintorni. Si giocava a croquet, a tennis, si ballava sul prato, si parlava della pioggia e del bel tempo mangiando dolci. Il giorno in cui Malou scese dalla sua camera con un vestito di shantung écru, i capelli lavati di fresco e arricciati con il ferro, Andrée mi diede di gomito: «È in tenuta da incontro». Malou passò il pomeriggio accanto a un ragazzo di Saint-Cyr molto antipatico che non giocava a tennis, non ballava, non parlava: di tanto in tanto raccattava le nostre palle. Quando lui se ne andò, Madame Gallard si chiuse in biblioteca con la sua primogenita; la finestra era aperta e noi sentimmo la voce di Malou: «No mamma, lui no: è troppo noioso!» «Povera Malou!» disse Andrée. «Le presentano sempre tipi così stupidi e così brutti!» Si sedette sull’altalena; accanto alla rimessa avevano creato una specie di palestra all’aperto; Andrée si esercitava spesso al trapezio o alla sbarra in cui era molto brava. Afferrò le corde: «Mi spinga».

Le inseparabili, Simone De Beauvoir, Ponte alle Grazie, traduzione di Isabella Mattazzi, prefazione di Sylvie Le Bon de Beauvoir. È una delle intellettuali, delle pensatrici, delle scrittrici, delle autrici più importanti della storia non solo francese, non solo europea ma senza dubbio mondiale: Le inseparabili viene pubblicato in contemporanea con la Francia da Ponte alle Grazie, dunque in anteprima mondiale, e si tratta del racconto romanzato di una storia vera e soprattutto di una straordinaria amicizia quella, per l’appunto, fra Simone De Beauvoir e Zazà, che sta per Elizabeth, Lacoin: si incontrano a scuola nel pieno della Prima Guerra mondiale e finché nel millenovecentoventinove la giovane rampolla di un clan ultracattolico non muore questo legame rimane fortissimo, straordinario, strettissimo. Sono davvero inseparabili e Simone, che si rispecchia e si immerge nella narratrice Sylvie, tende quasi ad annullarsi nell’amica, che prende qui il nome di Andrea, vivendo con lei, per lei, mediante lei, ma, al tempo stesso, proprio da questo eccezionale sentimento di comunione prende le mosse la sua straordinaria epopea di emancipazione: Simone De Beauvoir ha scritto questo libro veramente ricchissimo di chiavi di lettura e livelli di interpretazione, profondo, intenso, potente, commovente, emozionante e vibrante nel millenovecentocinquantaquattro (è attualissimo, però, perché la natura dei sentimenti è immortale), decidendo tuttavia di non pubblicarlo. Questo scritto conservato e ritrovato e ora finalmente per tutti rappresenta pertanto un regalo preziosissimo da non farsi sfuggire.

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