Libri

“Come il buio per le stelle”

di Gabriele Ottaviani

Dalla finestra padre Augusto aveva seguito Said con lo sguardo. Il siriano era rimasto chiuso in casa per giorni, tanto che lui cominciava a preoccuparsi. Molto grande, si disse, doveva essere il suo segreto e pericoloso. Non poteva solo essere una questione di documenti. Cominciava a pensare che forse Carl potesse avere ragione. Poi lo vide scendere in strada, incontrare la ragazza e gli si aprì il cuore. Indifferente gioventù s’allaccia – si scoprì a recitare a memoria sorridendo – sbanda a povere mete. Ed è il pensiero della morte che, infine, aiuta a vivere… Intanto Lea aveva svoltato l’angolo, a passo deciso, con il volto mezzo sepolto nello scialle. Padre Augusto adorava quella ragazza, l’aveva vista crescere e sapeva cosa le era accaduto. Li vide e si coprì la bocca colmo di stupore, poi pensò al sagrestano che non poteva sapere. Per lui, lo straniero, era stato un fantasma. Se lo avesse scoperto certo gliene avrebbe voluto, ma lui non riusciva a trattenere la gioia, perché gli pareva di aver reso possibile una specie di miracolo. Il prete immaginava che quei ragazzi avessero dovuto affrontare cose lontane dall’età che vivevano: dolore, rimorsi, occasioni mancate… E invece avrebbero dovuto solo andare al mare, leggere poesie, consumarsi nelle lunghe e languide attese proprie della gioventù.

Come il buio per le stelle, Pierangelo Consoli, IoScrittore. Said fugge dall’orrore portando sulle sue spalle, come Enea Anchise, il peso di un segreto deflagrante: Augusto, anziano sacerdote pieno di dubbi, lo accoglie, tra carità ed espiazione. Con loro c’è Lea, per cui la gioia sembra sempre essere inestricabilmente connessa al dolore della perdita, e anche Gegè, a cui una sola notte di violenza ha rovinato la vita, che disperatamente cerca di riprendere in mano, ricucendo lo strappo, sanando la cesura con quel passato che lo fa soffrire in maniera inesorabile. Quattro vite, sullo sfondo d’una città che osserva e non vede, pare, una Napoli sanguigna e sensuale come non mai, solenne e tragica, si intrecciano in una trama policroma, solida, maestosa, una commedia umana sull’amore, la pena, il riscatto, la necessità della condivisione e della comunione: da non farsi sfuggire.

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