Libri

“Urgent care”

di Gabriele Ottaviani

Le notti Xavier le passava insonne, smanioso ed eccitato. La consapevolezza che Trent si trovava nella stessa situazione non faceva che peggiorare il tutto. Non avrebbe mai dovuto lasciarsi andare dopo quell’operazione; si era creata una tensione erotica che lo faceva sentire un provocatore capriccioso, visto che ancora non aveva intenzione di concedersi. Passarono l’ultima notte prima di tornare a casa nella cittadina di Kinsley. Avevano preso da mangiare in un fast food ed erano andati a letto presto. Xavier immaginò che Trent si sentisse come lui, esausto. Con il disperato bisogno di qualche ora di sonno, eppure troppo carico per addormentarsi, Xavier afferrò il telefono dal comodino nella speranza di distrarsi e non pensare all’uomo nel letto accanto. Cercò il numero della sua vicina di casa e amica, Bella, e le mandò un messaggio veloce: 911! Emergenza ex! Bella rispose immediatamente.

Ho bisogno di dettagli.

Sono troppo tentato.

Bella conosceva parte della loro storia. Xavier le aveva raccontato molto sul suo passato con Trent, anche più di quel che aveva detto a Zane e Paul. Bella conosceva ogni frase della loro rottura e sapeva delle sue paure. Era facile parlare con lei, non lo giudicava o criticava mai. Poteva sempre contare su di lei, era sempre pronta ad ascoltarlo e sostenerlo.

Fatti forza, scrisse lei. Pensa al sesso solo se/quando sarai pronto a perdonarlo.

Già gliel’ho succhiato.

COSA!!!

Lo so! Scrisse Xavier, lanciando un’occhiata alla massa in movimento sul letto di Trent, che si girava e rigirava su se stesso, anche se aveva gli occhi chiusi.

Un pompino dice ti perdono, aggiunse Xavier, scopare dice torniamo insieme.

Dovresti scriverlo su un bigliettino di San Valentino…

Urgent care, D. J. Jamison, Triskell, traduzione di Ciro Di Lella. Uno abbandona il grande amore della sua vita quando era solo un ragazzo, l’altro invece è sempre rimasto in quella città che il primo ha lasciato e non lo ha mai dimenticato; ora si trovano di nuovo vicini, l’uno accanto all’altro, per lavoro ma non solo: è evidente che sono cambiati, ma al tempo stesso è altrettanto chiaro che ci sono delle cose che sono rimaste inespresse, immutate e immutabili, come quella sensazione fortissima che li lega, e a cui entrambi non sanno, non possono e soprattutto non vogliono resistere… Intenso.

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