Cinema, Intervista

Davide Cancila e il Cacciatore di Ghiaccio

di Gabriele Ottaviani

Davide Cancila è il regista di The iced hunter: Convenzionali ha la grande gioia di intervistarlo per voi.

Chi è il Cacciatore di Ghiaccio?

Il Cacciatore di Ghiaccio è un personaggio dotato di poteri straordinari, una sorta di eroe fantastico che però è costretto a utilizzarli per gli scopi di qualcun altro, che lo sfrutta come se fosse un’arma. È figlio di un immaginario anni ’80 e ‘90, di influenze fumettistiche, cinematografiche e in parte anche videoludiche, ma soprattutto è un personaggio che alla fine cerca solo l’amore, un po’ come tutti nella vita. È un personaggio a cui sono sempre stato molto legato, tanto da aver realizzato due cortometraggi che lo vedono protagonista.

Come nasce questo film?

Il film nasce dal tentativo di fare un remake del corto originale; parlando con un altro noto videomaker italiano mi è stato proposto di scrivere un lungo e così è nata la prima stesura della sceneggiatura, inizialmente concepita come un horror molto crudo. Poi una volta che mi sono ritrovato a gestire il tutto da solo sono state apportate delle modifiche, avvicinando maggiormente il racconto alle mie corde.

Come ha scelto gli attori?

Con alcuni membri del cast avevo già avuto occasione di collaborare, tanto che i personaggi di “Rafael” e “Alexei” sono stati scritti appositamente sui loro interpreti, rispettivamente Alex Lucchesi e Alessio Cherubini. Gli altri sono stati poi scelti sempre nell’ambito del cinema indipendente: Federico Mariotti per esempio l’avevo già conosciuto e apprezzato in alcuni cortometraggi, mentre Ivan King aveva le caratteristiche fisiche perfette, nonché la passione, che stavo cercando. A tal proposito, vorrei fare un  ringraziamento in particolare a Camilla Daldoss, che, oltre a occuparsi di gran parte delle riprese, ha trovato molti validi membri del cast del film.

Cosa la affascina di più dei generi horror e fantasy?

Sono generi che ho sempre adorato fin dalla più tenera età per il loro carattere intrinsecamente “sognante”. Poi crescendo ho iniziato ad apprezzarne il valore metaforico, in quanto secondo me l’horror e il fantasy rendono al meglio quando vengono utilizzati come mezzo per raccontare altro.

Prossimi progetti?

Al momento sto terminando alcuni cortometraggi, ma c’è l’idea di dedicarsi a un nuovo lungometraggio: riguardo “The Iced Hunter”, ricordo che ha un finale volutamente aperto e tante domande in attesa di risposta…

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