Libri

“L’anno senza estate”

di Gabriele Ottaviani

Voleva dimostrare a ogni costo di essere un giudice equo, che ignora le leggi del sentimento ferito.

L’anno senza estate, Bérénice Capatti, Gabriele Capelli editore. Industriale geniale e di successo, quasi settantenne, appassionato di montagna, brianzolo deluso dai figli che ha sempre trattato con autorità, freddo come le posate che produce, un giorno, in cerca di nuovi stimoli, Francesco Salemi assume come sua assistente Sara, ventenne che lavora in un bar e che si trasferisce poi con lui a Lugano, gettando, com’è prevedibile, scompiglio tra i rampolli che, come tradizione vuole, bramano sopra ogni cosa quello che tutti considerano un diritto ma che in realtà non lo è affatto, trattandosi di un mero atto di generosità, ossia l’eredità. Si dà il caso che un giorno di pioggia Salemi infatti cada in un burrone, che Sara sia la sola testimone, e che la polvere sotto il tappeto, d’improvviso, sbuffi fuori… Brillante, caratterizzato da una prosa che seziona con precisione chirurgica l’animo umano e le dinamiche interpersonali, il romanzo di Bérénice Capatti è una prova letteraria lucida e riuscitissima.

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2 risposte a "“L’anno senza estate”"

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