Libri

“Ugo il duro”

di Gabriele Ottaviani

Come si fa a non tirare un pugno sul naso a quella bestia?

Ugo il duro, Gianfranco Mammi, MUP. Introduzione di Anna Malerba. Prefazione di Gino Ruozzi. Quattro anni fa chi scrive ha avuto la grandissima fortuna e l’immenso onore di vincere l’edizione, dedicata in quell’occasione, come avviene alternativamente con la narrativa, alla miglior sceneggiatura fra quelle pervenute alla commissione giudicante, del duemilasedici del Premio Malerba, un riconoscimento letterario assai importante e prestigioso che si deve in primo luogo all’inesausto impegno e alla travolgente passione di Anna Lapenna, moglie di uno dei più significativi e originali scrittori italiani, cui si devono opere come Il serpente, Salto mortale, Il pataffio, Le pietre volanti, Le maschere, Itaca per sempre e tanti altri tioli ancora: è per me dunque una gioia davvero grande e intensa poter scrivere del libro dell’autore che si è imposto nell’ultima edizione del premio, Gianfranco Mammi, funzionario di biblioteca dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, primo autore dell’Emilia-Romagna a vincere in undici anni il riconoscimento ispirato da un suo conterraneo, che ha dato vita a un romanzo non solo bello, agile, fluido, ben scritto, ben congegnato, interessante, intelligente, brillante, profondo, ricco di livelli di lettura e chiavi d’interpretazione, ma anche punteggiato da una tenera e umanissima ironia, mai malevola, che si inserisce perfettamente nel solco della tradizione malerbiana e zavattiniana. La motivazione della giuria ha giustamente infatti sottolineato, tra le varie doti di quest’opera, che ha per protagonista una originale e simbolica figura che ricorda a tratti il celebre Mozziconi di Malerba, e che realizza un affresco esistenziale compiuto e preciso, l’ impasto linguistico estremamente calibrato, che mescola armoniosamente registri alti e bassi, seri e comici, nonché lo stile leggero e divertente che però suggerisce tematiche profonde legate al mondo degli emarginati. Da non perdere per nessuna ragione.

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