Libri

“Con un’altra forma”

di Gabriele Ottaviani

«Che cosa c’è, Noah? Cosa è successo?» Da dove iniziare? Be’, vedi mamma, è andata così: questo pomeriggio ho fatto un pompino a J.D. e dopo lui non è riuscito nemmeno a guardarmi ed è scappato come se io fossi un maniaco assassino e non credo che tornerà mai più. E così scuoto la testa. «Sto soltanto passando una giornataccia, tutto qui. Possiamo evitare di parlarne?» Per una volta, sembra non sapere cosa rispondere. Mi studia il volto, ma alla fine si arrende e torna a osservare la stoffa. «È davvero strano. L’agente immobiliare non ci ha detto che Stephen non aveva figli?» Scrollo le spalle. Mi guarda un’altra volta e si gira per tornare al piano di sopra. «La cena sarà pronta fra tre quarti d’ora.» Quello che odio di più delle poesie di mia madre è che una cosa è sempre un’altra. Apprezzo una buona metafora o una similitudine come tutti quanti, ma Cristo santo, a volte una rosa non è che una rosa. Nelle poesie di mia madre, anche un asterisco diventa sospetto. Una volta durante una lettura poetica ha detto al pubblico che gli asterischi simboleggiavano dei falò su una collina. Le due o tre persone nella stanza che avevano una mezza idea di cosa volesse dire erano dei tromboni accademici che non vorreste ritrovare a vivere nella vostra città, figuriamoci a mangiare al vostro stesso tavolo. Immagino che anche i tromboni abbiano bisogno di trovare le loro anime gemelle, ma per errore hanno adottato mia madre come la loro santa patrona. Nel suo cuore, non è come loro. Non lo ammetterebbe mai, ma penso che se scrivesse quello che vuole davvero, butterebbe alle ortiche tutti quei fuochi d’artificio intellettuali in favore della chiarezza, della semplicità e di emozioni genuine. Ma per qualche motivo, si nasconde sempre dietro al suo cervello e alla sua erudizione. Mi sveglio quando mamma inizia a urlare…

Con un’altra forma, Bart Yates, Triskell. Traduzione di Cristina Massaccesi. Non ha ancora fatto coming out, ma che sia gay è chiaro come acqua di fonte. Del resto però è un adolescente, e si sa che l’unica cosa bella dell’adolescenza è che passa, per fortuna anche abbastanza in fretta e, alla fine, senza lasciare, se si sopravvive, troppi strascichi di quel dissidio tra essere e voler essere che lacera l’anima e che dà la percezione, nel bene e soprattutto nel male, dell’assoluto. Intelligente, brillante, vive con la madre, una poetessa, che accetta un incarico di docente che la porta lontano da Chicago, sradicando il figlio dal suo mondo e conducendolo in una magione fascinosa ma male in arnese del New Hampshire. Da cui non potrà che spiccare il volo per un nuovo inizio… Intenso.

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