Libri

“Come margherite”

di Gabriele Ottaviani

Roberto Friuli era il loro professore di storia e filosofia. Aveva non da molto lasciato i suoi 50 anni: era un uomo lungo, magro, largo di spalle e alto di zigomi, con le labbra incorniciate da un paio di baffi curati e ben allineati, che tormentava accarezzandoseli continuamente. Il tipo d’uomo che conosce la vita, affabile anche se lievemente risentito. Marxista, come lasciava che si dicesse di lui senza professarlo pubblicamente, impiegò un’intera ora di lezione per spiegare la differenza tra l’essere marxista e l’essere marxiano: malgrado il suo eloquio fluente e molto incisivo, i suoi allievi non ci capirono granché e quando Anna Storti, pedante con la sua erre moscia, lo aveva incalzato chiedendogli se lui si sentisse marxista, marxiano o tutte e due le cose, il prof Friuli si era spazientito e aveva interrotto bruscamente la lezione. Quella mattina di giovedì 15 novembre 1973, i maschi della II B gli si presentarono in delegazione perché mantenesse una promessa fatta all’inizio dell’anno scolastico: all’indomani di qualche importante partita di calcio in TV avrebbero dedicato almeno un quarto d’ora a commentarla. La sera prima, il 14 novembre, la Nazionale italiana aveva violato, per la prima volta, il leggendario stadio di Wembley, battendo gli inglesi a casa loro. L’occasione c’era tutta. Il prof Friuli mantenne la promessa…

Come margherite, Cesare Paradiso, Manni. Come l’acqua per chi ha sete, tanto è fresco e fluido, il romanzo dell’avvocato, specializzato nel campo del diritto civile e di famiglia, Cesare Paradiso, di Taranto, è una delicata, preziosa, inattesa e sorprendente gemma da cui è impossibile non lasciarsi travolgere: intenso, poetico, credibilissimo, caratterizzato alla perfezione per quel che concerne ogni sorta di dettagli, è un’opera corale e un affresco del tempo e della quotidianità di rare compiutezza e sensibilità nonché un Bildungsroman con un protagonista che non può lasciare indifferenti, un ragazzo ricco, bello, brillante, simpatico, intelligente, dal nome altisonante, per cui il millenovecentosettantaquattro, l’anno delle dimissioni di Nixon per le conseguenze del Watergate, non pare altro che uno scrigno di primizie, una cornucopia gravida di doni, grondante promesse. Ma la vita è uno stelo di margherita, fragile, può cambiare, spezzarsi, essere recisa, mutare, la corsa può bloccarsi, dare il via a un altro tempo, quello della riflessione. Da leggere.

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