Libri

“Stella nera”

di Gabriele Ottaviani

Nei giorni seguenti percorremmo i sentieri lungo il mare, da un piccolo borgo all’altro, da Rabac a Santa Marina. Così, errando, tornavi a possedere la tua terra. Ritrovavi ogni svolta, ogni deviazione, come se quei sentieri li avessi percorsi il giorno prima. E della tua terra, che non avresti scambiato con nessun’altra, facevi dono a me, che ero nata in una città di lago, una provincia chiusa, per me più difficile da amare. Vi trasferiste – mi hai raccontato – da Albona a Pola, e l’avventura della tua infanzia fu il viaggio in macchina da Pola a Milano – ore e ore – per far visita al nonno paterno. A Milano esistevano ancora i Navigli, che ne facevano un’altra incantata città d’acqua. Fu la prima uscita dal tuo mondo. E a Milano, dove la tua famiglia in seguito si trasferì, ti aspettava un primo ostacolo: tu che da adulto avresti parlato più lingue con un accento perfetto, allora conoscevi bene solo il tuo dialetto istriano. In un tema scrivesti audacemente: «L’eroica madre si sgnaccò nel pozzo». Ti toccò ripetere una classe che avresti poi recuperato. Ho davanti alla mente una tua foto a quell’età: la frangia sugli occhi che incontrano l’osservatore con uno sguardo di sfida, un giubbetto a piccoli riquadri, un bambino venuto da lontano, che lontano vorrebbe schizzare da quell’angolo in cui l’hanno temporaneamente confinato. Nei prati della periferia ancora verde, raggiungibile da casa tua, avresti giocato al pallone…

Stella nera – Frammenti di una vita a due, Marisa Bulgheroni, Il saggiatore. Come si fa ad accettare, a elaborare, a sopportare la perdita? Come si fa ad andare avanti, nonostante tutto? L’amore è tutto, l’amore muove il sole e le altre stelle, l’amore è assenza e dunque più acuta presenza quando uno se ne va e l’altro resta. Ma si sa, la gioia è insegnata dal dolore, l’acqua dalla sete, l’amore da un’impronta di memoria: rimasta vedova dopo mezzo secolo di simbiosi, Marisa Bulgheroni, à la Didion, affronta il lutto eternando la rimembranza. Emozionante, struggente, intimo, delicatissimo, maestoso, commovente, tenerissimo, particolare e quindi più che mai universale.

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