Libri

“Paura verticale”

di Gabriele Ottaviani

Barbara, come faceva di solito la sera prima di spegnere la luce, era seduta a gambe incrociate sul letto, con il MacBook in grembo. Saltava da un sito all’altro, leggendo le ultime notizie di New York Times, Politico, The Hill, The Huffington Post, Cnn, BuzzFeed. Aveva preso altri antidolorifici per il gomito, che le faceva ancora male da morire. Nonostante la preghiera di Chris Vallins, non si era rivolta a nessun dottore. Era una semplice caduta. Niente di grave. Le persone cadevano di continuo. E il suo gomito funzionava ancora. Lo sapeva con certezza perché quando era tornata a casa aveva usato il braccio destro per svuotare una bottiglia di chardonnay in un bicchiere. Aveva avuto difficoltà a togliersi dalla testa Chris Vallins per il resto della giornata. Provava delle cose per lui che non voleva provare. Fattela passare, si disse.

Paura verticale, Linwood Barclay, Nutrimenti, traduzione di Nicola Manuppelli. Se non amate gli ascensori rischiate che questo libro vi crei un po’ d’ansia. Ma se supererete questo problema, non c’è dubbio che l’esperienza della lettura si rivelerà piacevolissima: sembra un incidente casuale e tragico quello che sconvolge un giorno come tanti, in apparenza, Manhattan. Ma poi ne segue un altro, e un altro ancora, e… Deflagrante, à bout de souffle, geniale, splendido.

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