Libri

“Virus zombie”

di Gabriele Ottaviani

Battipaglia, il posto che mi aveva visto crescere, il posto dei ricordi, delle emozioni, si mostrava adesso in una luce completamente diversa. Superammo i vecchi distributori di sigarette, il tabaccaio, la pompa di benzina, un vecchio bar con i suoi tavolini divelti, le sedie intorno, in uno stato completo di abbandono. Intorno a noi sparuti infetti cercavano di raggiungerci preceduti da quei versi incomprensibili. “Non abbiamo nemmeno deciso dove vogliamo andare prima.” “Vai verso il centro” suggerì Flavio, “vediamo quale dei negozi è a serrande alzate.” Accennai ad un sì con la testa, mentre la Multipla raggiungeva l’incrocio di via Roma con via Mazzini. Proseguivo piano, costretto ad andare a zig-zag tra decine di vetture lasciate sulla strada. Provai ad immaginare la situazione di terrore in cui, improvvisamente, la gente che spesso avevo incrociato, quella stessa gente che conoscevo di vista, insieme a conoscenti, amici, vicini di casa, si era trovata. Quelle persone, con ogni probabilità, avevano creduto fino alla fine che quello che stava accadendo nel mondo, non sarebbe mai potuto arrivare da loro. Immaginai per un attimo i primi infetti, le fughe tutt’intorno, senza meta, i morsi, le auto abbandonate, i bambini che scappavano veloci, le mamme addentate di fronte ai piccoli, trasformazioni improvvise, terrore, paura, confusione. Immagini quasi nitide, se pure solo nella mia mente, e poi, d’improvviso, la città conquistata dai non morti, i sopravvissuti sigillati nei loro appartamenti, e poi le provviste finire, la fame, l’affrontare l’impensabile pur di vincere la disperazione. Quindi lo stato d’abbandono, la desolazione. Pensai a tutto quello per pochi secondi, mentre ci affacciavamo su via Mazzini, in pieno centro. La situazione non sembrava drammatica. Certo, gli infetti non mancavano, deformi, barcollanti. Non era, però, particolarmente disperata. Alla nostra sinistra, il cinema chiuso da tempo osteggiava uno stato di desolazione ancor più evidente…

Virus zombie, Ettore Spatola, Armando editore. Disegnatore, architetto, docente, appassionato di lettura e scrittura, Ettore Spatola, con una prosa alta, ampia e varia, intrigante e interessante, ben congegnata e raffinata, dà alle stampe un romanzo che avvince e convince, edificato con una struttura solida e poderosa, profondamente simbolica: un virus di cui non si conosce nei fatti pressoché nulla sta infatti distruggendo il mondo, l’umanità e la società, privandola di ogni virtù e di tutte le doti più importanti, in primo luogo quella della memoria, strumento che ci consente di conservare l’identità e di mantenere viva la speranza di un futuro migliore e più vero. Da leggere, per conoscere, capire, meditare, ragionare, riflettere.

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