Libri

“La promessa di un’estate”

Levy_La promessa di un'estate_300dpidi Gabriele Ottaviani

«Non si può essere medici e suonare il pianoforte?» le chiese. «Il tuo vecchio padre ha ancora le sue risorse, eh? Te la sei cavata bene.» «Esatto! E se non si fosse svegliato, come me la sarei cavata? Con le manette ai polsi per aver messo a repentaglio la vita di un uomo?» «Dimmi un po’, è morto o sta meglio? Hai corso dei rischi per soccorrere qualcuno, questo ti fa onore. Vorresti biasimarmi?» domandò Raymond con una punta di ironia nella voce. Thomas ci pensò un istante e si voltò verso suo padre. «Che cosa è successo esattamente mentre aiutavo quell’uomo?» «Mentre aiutavamo! Mi sembra di averti assistito, o sbaglio?.» «Proprio come pensavo. È una mia impressione o parlavi attraverso di me?» «Propenderei per un’impressione… non mi sarei mai permesso.» «Strano… ho detto cose di cui non capivo il senso, e pronunciato parole che non conoscevo. Come se tu mi possedessi.» «Non capisco di cosa ti preoccupi. L’importante è quello che hai fatto, non quello che hai detto.» «Be’, non riprovarci. Quella sensazione era orrenda. Mi sembrava che tu esistessi dentro di me.» «Il sogno di ogni genitore! Continuare a esistere nel cuore dei propri figli» osservò Raymond, beffardo. «E non farne un dramma. Tua madre parlava sempre al posto tuo quando eri piccolo. Facevo una domanda a te ed era lei a rispondere.» «Mi giunge nuova questa gelosia.» «Di cosa stai parlando? Ti conviene riposarti. Ci aspettano diverse faccende spinose.»

La promessa di un’estate, Marc Levy, Rizzoli. Traduzione di Bérénice Capatti. Thomas è uno tra i più talentuosi pianisti di Francia, eppure il suo debutto sulle note del difficilissimo Concerto n. 2 di Rachmaninov è un flop: tutto questo perché in platea si palesa nientedimeno che il fantasma di suo padre Raymond, che ha bisogno di lui, nemmeno fosse Amleto, per un favore, non una vendetta, ma l’occasione di ricongiungersi alla donna amata, però solo platonicamente, per il tramite di un rito che ha dell’incredibile. Eppure, come la potenza dei sentimenti, è al tempo stesso logico e irrazionale, irresistibile e magnifico: scritto in stato di grazia, sembra un incrocio tra A qualcuno piace caldo e La vita è meravigliosa. Un incanto da leggere, rileggere, far leggere.

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