Libri

“Una grande famiglia”

cover500di Gabriele Ottaviani

Per la prima volta da che riuscissi a ricordare, ero felice della mia vita. Di tutta la mia vita, da tutti i punti di vista, persino con mia mamma e l’inferno che ci faceva passare, quello passato e quello presente. Mi sentivo troppo bene per lasciare che qualcosa mi demoralizzasse. Avevo un fidanzato, un fidanzato italiano, focoso e sexy, uno dei Fierro che, sapevo da fonte certa, erano difficili da accalappiare. Mi portava in bei ristoranti e apriva le porte per farmi entrare e rifiutava di lasciare che pagassi una sola volta. Mi baciava fino a lasciarmi senza respiro. Mi faceva quei pompini che non sapevo di aver sempre sognato. Non mi faceva pressione per il sesso anale, né per qualsiasi cosa legata al sesso, lasciava che le cose evolvessero da sole. In più, voleva che fossi io a scopare lui. Il grosso, macho Vincent Fierro voleva che lo scopassi, e ben presto l’avrei fatto. Mi sentivo il re del mondo. Avrei dovuto sapere che era troppo bello per essere vero, che la felicità non poteva durare. Non con mia mamma in giro. Iniziò in modo abbastanza innocuo, un giovedì mattina dopo un saluto particolarmente erotico da parte di Vinnie, prima che entrambi ci dirigessimo al lavoro. Appena arrivai al ristorante, nonna chiamò. Fu il primo avvertimento. Nonna chiamava solo  quando c’era un’emergenza di qualche tipo…

Una grande famiglia, Marie Sexton, Heidi Cullinan, Triskell. Traduzione di Alessandra Pannozzo. Non si tratta della splendida serie tv articolata in tre serie che hanno incollato allo schermo sin dalla nebbia che avviluppava il cancello della magione patrizia milioni di spettatori sul primo canale della tv pubblica, molto ispirata all’insuperabile Brothers & sisters, scritta in stato di grazia da Ivan Cotroneo, Monica Rametta e Stefano Bises, ambientata in quel d’Inverigo, per lo più tra la fabbrica di mobili e villa Rengoni, interpretata da un cast formidabile (Stefania Sandrelli, Gianni Cavina, Alessandro Gassmann, Sonia Bergamasco, Stefania Rocca, Primo Reggiani, Isabella Ferrari, Sarah Felberbaum, Lino Guanciale, Giampaolo Morelli, Valentina Cervi, Giorgio Marchesi, Riccardo Polizzy Carbonelli, Cesare Bocci, Ignazio Oliva e tantissimi altri) e dove non mancava, naturalmente, tutta un’importante linea narrativa a tinte LGBT, ma il titolo – in italiano, perché in originale è il parimenti efficace ma non proprio esattamente identico Family man – è lo stesso, e del resto si tratta di una vera e propria frase formulare, oltre che nominale, la definizione di un modo di vivere e d’essere, con tutti gli annessi e connessi, le varie e le eventuali, le problematiche e le conseguenze: grande – e dunque complicata da gestire – è la famiglia di Vincent Fierro, detto Vinnie, una grossa e grassa famiglia italiana come da luogo comune, che non sospetta nemmeno che lui desideri davvero altro da quello che mentalmente danno tutti per scontato e come unica e sola possibile realtà. Certo, a quarant’anni e con tre matrimoni già falliti alle spalle il coming out e tutto ciò che vi è connesso è un po’ come il segreto di Pulcinella, ma se non è mai troppo tardi, come insegna il poeta, per essere quel che si vuol essere, è anche vero che per tantissimi motivi non è facile raggiungere l’agognata libertà. Un giorno, però… Intenso e intrigante, si legge in un baleno, avvince e convince.

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