Libri

“Il giallo di via Poma”

61ZOjyvvUgL._AC_UY218_di Gabriele Ottaviani

Se è lui, date le dimensioni del piede, dovrebbe essere un uomo piuttosto alto, almeno uno e ottanta, il che è già un indizio, però… Però qualcosa non lo convince. Destrieri rivede alla moviola il film che ha girato mentalmente fin dai primi sopralluoghi dopo l’omicidio. L’assassino uccide Carla, apre la porta, probabilmente sbircia sul pianerottolo per assicurarsi che non ci sia nessuno sulle scale. Via libera, il palazzo è deserto. È il momento della fuga. Il più rischioso. Il killer ha fretta e paura. Ha cercato di pulire il sangue ma sa che dovrà tornare per completare il lavoro. Sottobraccio o in una borsa, i fuseaux insanguinati e il top della ragazza e, di sicuro, il suo piano è quello di far sparire il cadavere in un secondo momento, magari di notte. Ha le chiavi del portone, attaccate al mazzo che ha sottratto a Carla, oltre a quella dell’ufficio e deve stare attentissimo a non farsi vedere da qualcuno. Ammesso che l’assassino non sia il portiere, il che spiegherebbe tutto. Ma Destrieri sa che su Paolo Vannucci il suo team investigativo sta lavorando al meglio e, da rigoroso poliziotto qual è, deve prendere in considerazione anche una pista alternativa…

Il giallo di via Poma, Massimo Lugli, Antonio Del Greco, Newton Compton. Chi c’era se lo ricorda, quel caldo giorno d’estate di tanti anni fa: a Roma una ragazza viene uccisa. Di fatto si trova da sola col suo assassino in un palazzo di un elegante quartiere fatto di uffici che, ben prima che il cosiddetto lavoro da casa, che sovente di agile non ha proprio alcunché, diventasse una necessità e forse finanche una moda, la spinta ineluttabile a una modernità, troppo spesso osteggiata per interesse a conservare con qualunque mezzuccio miserrimi e niente affatto lungimiranti privilegi corporativi, che sta affossando ancora più della pandemia le attività commerciali nei pressi dei ministeri che garantivano sostentamento a migliaia di famiglie, erano comunque spopolati in quel periodo dell’anno dall’aria quasi mistica che è l’agosto metropolitano delle mogli in vacanza, per citare una celeberrima pellicola: Simonetta Cesaroni è il nome di una vittima che ognuno rimembra con pena, la protagonista di un mistero torbido, insanguinato, terribile, ancora pieno di zone d’ombra e privo di giustizia. Con la consueta abilità gli autori ritraggono lo Zeitgeist, e prendono le mosse dal particolare per raggiungere l’universale: da non perdere. Per conoscere, riflettere, capire.

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