Libri

“Io e Clarissa Dalloway”

81iBWh2IUVL._AC_UY218_di Gabriele Ottaviani

Adoro questo tipo di impasse. Per uscirne dovete imparare a fare una certa faccia. Cercate su Google «Gene Wilder meme», trovate la faccia sorniona di Willy Wonka, ma levategli le cattive intenzioni che su internet sono considerate creepy e condescending; riempite al contrario quell’espressione di una sincera curiosità per come va a finire la guerra tra uomini e donne. Sostituite il sarcasmo con la contemplazione del divino. Poi dite: «Voglio sapere cosa pensi, raccontami tutto.» E dopo state zitti per cento anni.

Io e Clarissa Dalloway – Nuova educazione sentimentale per ragazzi, Francesco Pacifico, Marsilio. Who is afraid of the big black wolf? Così, in verità, recita la filastrocca, che poi è divenuta, giocando con parole e suoni, Chi ha paura di Virginia Woolf? Il titolo, che ha fatto la storia, ponendo un interrogativo in realtà ne sottintende un altro, e numerosi ancora: perché mai si dovrebbe temere Virginia Woolf? Per quale motivo non ci si dovrebbe poter perdere e abbandonare alla sua prosa? Perché non viene mai considerata un’autrice, e che autrice, anche per uomini? Anzi, è proprio in questa maniera che si può comprendere il modo, o almeno un modo, di accostarsi al femminile, e a un reale femminismo egualitario, con autentico rispetto: leggendola, e amandola. Quanta tenerezza, del resto, quanta cura, quanta vita c’è nei fiori a cui la signora Dalloway decide di pensare in prima persona per la sua festa, specchio della vita che si riverbera in mille rivoli… Francesco Pacifico dà alle stampe un gioiello, profondo e potente.

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