Libri

“Un vizio innaturale”

cover500di Gabriele Ottaviani

I due non si voltarono nemmeno, mentre Justin si lanciava nella solita tiritera. Nessuno lo faceva mai. Una stanza buia, fiamme brillanti davanti agli occhi, una ragazza vestita di nero alle loro spalle e agli stupidi bastardi non veniva mai in mente di controllare che questa avesse davvero lasciato la stanza, invece di limitarsi ad aprire e richiudere la porta cigolante, ficcando cuffia e grembiule bianchi in una tasca del vestito e tirandosi un cappuccio sopra il viso. Continuò a chiacchierare, mentre i visitatori cedevano al calore nauseante e si toglievano le giacche, appendendole alle sedie. Era ora, dannazione; anche lui aveva iniziato a sudare come un porco. «Adesso, voglio che vi concentriate sul nome della defunta. Chiamate Emmeline nelle vostre menti, lasciate che i vostri pensieri attraversino la grande armonia delle sfere, in sintonia l’uno con l’altro, con me, con colei…» Con il tacco premette forte la pompa ad aria sotto al tappeto, facendo gonfiare il bulbo di gomma situato sotto una delle zampe del tavolo. Il mobile perfettamente bilanciato si inclinò, facendo spostare il foglio. «… che, in questo stesso momento, forse si sta tendendo verso di voi attraverso il vuoto,» proseguì in tono piatto, mentre entrambi i fratelli lanciavano esclamazioni. «Spero che questa sia una risposta. Credo che voi gentiluomini abbiate un dono.» A quel complimento, ricevette sorrisi incerti, ma soddisfatti. «Il contatto è forte. La sento. Però…» Aggrottò leggermente la fronte. «Forte, ma… c’è qualcosa…» «Che cosa?» chiese Erasmus. «Un certo… argh, non ci riesco… angoscia? Dolore, infelicità.» Nestor guardò il fratello con occhi spalancati: un’espressione che tradiva dei sensi di colpa. Un sentimento che Justin era abituato a vedere nei suoi clienti. «Temo che vi sia dell’oscurità qui,» proseguì, sfilando un piede dalla scarpa per azionare lo spegni candela con le dita. «Non sempre c’è luce oltre il velo, signori, proprio come in questo mondo. A volte ci sono…»

Un vizio innaturale, KJ Charles, Triskell, traduzione di Chiara Fazzi. Si odiano, sono nemici giurati, ma sono costretti a collaborare. C’è un segreto, infatti, intriso di morte, un mistero che ottenebra la Londra dell’epoca vittoriana: da quest’odio, però, in realtà scaturirà qualcosa di molto diverso, divamperà una passione non voluta, ma alla quale ci si può solo arrendere. Nathaniel, giornalista d’inchiesta, è infatti deciso a smascherare gli odiosi e odiati spiritisti, che sfruttano come sciacalli per il proprio mero tornaconto da truffatori di bassa lega la pena delle persone che hanno appena subito un lutto. Il primo nome sulla sua lista è quello del cosiddetto Veggente di Londra, Justin Lazarus. Molto diverso da come si aspetta. Decisamente desiderabile. Sfacciatamente seducente. E… Intenso.

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